Lotta senza confini all’impunità. Il contributo di No Peace Without Jusitce a quattro eventi a Bruxelles. Ecco perché non scorderemo mai il 3 dicembre 2019

di Susan Dabbous, 3 dicembre 2019


 
Ci sono giornate che non fanno la storia, ma di storie ne contengono tante. Come il tre dicembre scorso, quando No Peace Without Justice si è lanciata in una maratona di quattro eventi con una sola meta: la lotta all’impunità. 
E per parlare di impunità a livello internazionale, non si può non parlare di uno dei casi più eclatanti dei nostri giorni. Il caso dell’assassinio del giornalista saudita Jamal Khashoggi. La ragione sta nella sua natura sia giurisdizionale (meglio giudiziaria) che politica. La morte di Khashoggi non è un “semplice” (per quanto umanamente triste) omicidio di un giornalista. “È un omicidio di Stato”, come ha detto Agnès Callamard, special rapporteur delle Nazioni Unite, relatrice special per le esecuzioni arbitrarie.  
È una questione che supera molti confini e pone gli Stati, tutti, davanti a delle scelte di natura morale. Vogliamo continuare ad avere rapporti con l’Arabia Saudita come se nulla fosse? L’Unione Europea vuole davvero andare al prossimo G20 a novembre a Riyadh, a stringere mani con chi tutto lascia abbia ordinato crimini così sfacciatamente?
 
Il primo evento co-organizzato da NPWJ, insieme alle Nazioni Unite, è stata una conferenza stampa al Pressclub di Bruxelles condotta da Birgin Van Haut, UN Human Rights representative for Europe in cui hanno parlato Agnès Callamard e Hatice Cengiz, fidanzata di Jamal Khashoggi. 
Alla presenza di oltre trenta giornalisti (rassegna stampa in calce).
Agnès Callamard non si è dilungata in cose già scritte nel suo rapporto e rivelate alla stampa precedentemente, ovvero che l’omicidio del giornalista dissidente è stato pianificato dai massimi livelli degli apparati statali dell’Arabia Saudita. Ha voluto piuttosto proporre misure concrete per ottenere giustizia. Ma prima di prendere la parola ha ceduto immediatamente il suo microfono ad Hatice Cengiz, in segno di solidarietà e rispetto. In fondo quella che ha perso un pezzo complementare della sua vita, in quella sala piena di gente, è lei. 
“Sono passati 14 mesi da quanto Jamal è stato ucciso – ha detto Cengiz – e nulla è cambiato”. 
In Sala il silenzio è stato quasi imbarazzante. I giornalisti prendevano appunti pensando a domande pertinenti da chiedere alla fine. Nelle pause locutive di Cengiz si avvertiva il peso delle parole non dette, la solitudine di chi vive un lutto che non potrà mai elaborare senza uno straccio di giustizia. Nel cuore di Cengiz c’è la rabbia di chi sa che chi ha letteralmente fatto a pezzi il suo uomo è libero di andare dove vuole, disporre dei suoi conti bancari europei, e partecipare a summit internazionali indossando l’abito buono. I motivi sono ovviamente da addure all’enorme potere economico della petrol-monarchia.
Ma qualcosa si può fare.  
Agnès Callamard in conferenza stampa ha avanzato delle proposte concrete, queste:

  • Gli Stati Europei devono boicottare il G20 che si terrà a Riyadh a novembre del 2020
  • Se decidono di parteciparvi, devono porre delle precondizioni che riguardano il rispetto dei diritti umani (es. liberare giornalisti, attivisti, oppositori politici in carcere) all’insegna del principio di “Non ripetizione”.  
  • Gli Stati europei devono immediatamente cessare l’export di tecnologia di sorveglianza verso l’Arabia Saudita, visto l’uso pericoloso a scopi di persecuzione e censura che ne fa l’apparato statale saudita. 
  • Urge un’inchiesta internazionale sull’assassinio di Khashoggi



“Justice for Jamal”
Il secondo evento organizzato dal segretario generale di NPWJ, Niccolò Figà Talamanca, è stata la costituzione, avvenuta presso uno studio notarile di Bruxelles, dell’associazione presieduta da Hatice Cengiz per fare campagna per sottenere giustizia. Il nome dell’Associazione parla da solo: “Justice for Jamal”. Hatice Cengiz inizierà il suo tour per la campagna contro il G20 a Riyadh, facendo una prima tappa a Roma il 16 e 17 dicembre.
 
 

 
Hearing alla Sottocommissione per i Diritti Umani (DROI) del Parlamento Europeo
Il terzo evento a cui ha partecipato Agnès Callamard, nel primo pomeriggio, è stata l’audizione alla sottocommissione DROI (diritti umani) al Parlamento Europeo, presieduta dal l’on. Maria Arena. 
Callamard ha ribadito davanti ai deputati europei quanto detto sul caso Khashoggi reiterando il suo appello e proponendo una nuova stagione di rapporti meno indulgenti con l’Arabia Saudita. Ha ribadito l’importanza di un’inchiesta internazionale, e in questo contesto, ha sottolineato il valore giurisdizionale di arrivare ai mandanti dell’omicidio senza saltare nessun componente nella catena di comando che ha operato il giorno dell’assassinio, martedì 2 ottobre 2018. 
Anche gli altri argomenti trattati dalla Callamard sono stati di grande rilevanza:

  • L’Iraq alle prese di una riforma della giustizia che non parte. Dopo la dissoluzione del cosiddetto Stato Islamico, ci sono state centinaia di esecuzioni sommarie. 
  • I bambini, figli di Foreign Fighters europei, hanno il diritto di essere rimpatriati nei paesi europei di appartenenza. 

 
 

 
Pierantonio Panzeri, ex presidente della sottocommissione per i Diritti Umani del Parlamento europeo lancia l’Associazione contro l’impunità.  (Association on World Impunity and Transnational Justice) 
L’evento forse più significativo di tutti è stato quello finale. Perché l’impunità raccontata ai giornalisti ha il merito di informare, ma l’impunità raccontata ai politici può determinare azioni concrete. 
Per questo l’ex presidente della sottocommissione DROI, Pierantonio Panzeri, che sogna “un Europa diversa”, ha deciso di fondare, in cooperazione con No Peace Without Justice, che ne ospita la sede, la Association on World Impunity and Transnational Justice. Il lancio dell’associazione ha avuto madrine di battesimo d’eccezione come Federica Mogherini, nella sua prima apparizione pubblica dopo il termine del suo mandato di Alto Rappresentante per la Politica Estera e di Sicurezza Europea, e la stessa Maria Arena, attuale presidente della DROI.
In presenza di Hatice Cengiz e Agnès Callamard, la conferenza è stata aperta e moderata da Gianfranco Dell’Alba, presidente di No Peace Without Justice. Il parterre ha visto anche la presenza del professore emerito di diritto pubblico dell’Université Libre de Bruxelles, Eric David, di Anthony Bellanger, segretario generale dell’International Federation of Journalists e molti altri partecipanti, compresi gli europarlamentari Eva Khaili, Andrea Cozzolino e Marc Tarabella. 
Panzeri ha spiegato i motivi della nascita di questa associazione in un momento in cui si fanno passi avanti nell’universo tecnologico mentre per quanto riguarda l’impunità sembra essere tornati al medioevo. Basti pensare alla guerra in Siria, alla devastazione in corso in Yemen, alla crisi libica, al genocidio dei Royinga, ai morti innocenti uccisi dai cartelli del narcotraffico in Sud America (su questo punto Fernando Iglesias, deputato argentino presente all’incontro ha proposto l’istituzione di un Tribunale panamericano ad hoc per le vittime dei cartelli).  Anche su questo punto, Panzeri ha confermato la natura transnazionale del suo progetto che ha sposato il principio di lotta globale all’impunità. Senza dimenticare il ruolo fondamentale della società civile.
“L’iniziativa di perseguire l’impunità non parte quasi mai dagli Stati” ha ammonito Federica Mogherini. 
Per questo servono organizzazioni ponte, capaci di portare le vittime d’ingiustizia direttamente al cospetto della politica. Servono voci libere e inchieste indipendenti. Gli Stati non provano empatia, le persone sì. Si può chiedere giustizia anche solo per amore.
 

  
 
Rassegna Stampa / Press Clipping

Press Briefing with UN Special Rapporteur on extrajudicial, summary or arbitrary executions, Agnes Callamard and Hatice Cengiz, Jamal Khashoggi's fiancée.

 
Per maggiori informazioni, contattare Susan Dabbous, EU Advocacy Coordinator, No Peace Without Justice, email: sdabbous@npwj.org orppure Nicola Giovannini, Press & Public Affairs Coordinator, email: ngiovannini@npwj.org.