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L’Unione Africana chiede all’ONU di sospendere l’accusa ad Al-Bashir

23 luglio 2008
L’Unione Africana, in seguito ad un meeting di emergenza convocato il 21 luglio scorso per discutere della richiesta di mandato di cattura presentata dal Procuratore della Corte Penale Internazionale contro il Presidente del Sudan Al-Bashir, richiederà al Consiglio di Sicurezza di sospendere una eventuale sentenza in questo senso. Lo Statuto della Corte Penale Internazionale infatti, prevede la possibilità per il Consiglio delle Nazioni Unite di rimandare o sospendere le indagini per un anno.
 
Sono state molte le reazioni di perplessità e preoccupazione per la decisione del Procuratore Ocampo, che accusa il Presidente Al-Bashir di essersi reso responsabile di genocidio, crimini di guerra e crimini contro l’umanità. Il timore è che l’incriminazione di Al-Bashir possa mettere a repentaglio i negoziati di pace in Sudan, provocando tra l’altro un ulteriore irrigidimento del governo sudanese nei confronti delle organizzazioni umanitarie presenti nel paese nonché un inasprimento delle violenze nel Darfur e nei campi profughi di confine.
 
In realtà, come ha avuto modo di sottolineare Luis Moreno Ocampo rispondendo a queste critiche, la storia ci insegna che i negoziati di pace non possono prevedere la garanzia di impunità per i potenti che si sono macchiati di crimini efferati e gravi violazioni del diritto internazionale.
“Il silenzio non ha mai aiutato le vittime. Il silenzio aiuta gli esecutori. Il pubblico ministero non può rimanere in silenzio”, ha dichiarato Ocampo in una intervista esclusiva alla CNN.
 
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Argaw Ashine, Daily Monitor, Uganda, 23 July 2008