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Birmania: il Parlamento europeo ritiene che il veto della Giunta militare agli aiuti umanitari sia ascrivibile tra i crimini contro l’umanità

22 maggio 2008
ll 22 maggio 2008 il Parlamento Europeo ha adottato una risoluzione che condanna il comportamento della Giunta militare di Myanmar di fronte alla crisi umanitaria a seguito del ciclone che si è abbattuto sul paese. Non solo infatti la risposta del Governo è stata lenta e approssimativa nel fornire aiuto alla popolazione, ma di fronte all’offerta di assistenza da parte della comunità internazionale la Giunta militare ha opposto un deciso veto.
 
Con questa risoluzione, presentata da tutti i gruppi parlamentari, il Parlamento avverte che un simile comportamento rende il governo birmano responsabile di crimini contro l’umanità, una fattispecie criminosa che rientra nelle competenze della Corte Penale Internazionale. Benchè la Birmania non abbia ratificato lo Statuto della Corte e quindi non sia soggetto alla sua giurisdizione, tuttavia secondo l’articolo 13 b dello Statuto stesso il Consiglio di Sicurezza ha tra le sue prerogative quelle di demandare un caso alla Corte in autonomia, con la condizione di un voto unanime tra i suoi cinque membri permanenti (USA, Cina, Russia, Francia, Regno Unito). Così è accaduto per i crimini commessi in Darfur. Il Consiglio di Sicurezza ha esercitato le proprie prerogative ed ha demandato il caso alla Corte.
 
Come Non c’è Pace Senza Giustizia ha sempre sostenuto, la Corte Penale Internazionale ha un grande potenziale di deterrenza: la minaccia di diventare da un momento all’altro il centro dell’attenzione internazionale e di essere riconosciuti responsabili di gravi crimini contro l’umanità può porre un argine al perpetramento di ulteriori violazioni del diritto internazionale. La giunta birmana in questi anni si è resa responsabile di palesi violazioni dei diritti umani in modo sistematico e i generali dovrebbero essere portati a rispondere di fronte alla giustizia qualora venissero riconosciuti responsabili di gravi crimini che rientrano nelle competenze della Corte.
 
E’ importante che si raggiunga presto l’adesione di tutti gli stati del mondo alla Corte. Quest’obiettivo risponde a due esigenze. Da una parte la necessità di estendere al massimo la giurisdizione della Corte ed in particolare nei paesi dove la stessa potrà agire come deterrente ai crimini. Dall’altra la necessità che la Corte acquisisca sempre maggiore credibilità in ambito internazionale come strumento efficace e certo di diritto e di giurisdizione universale.
 
Leggi l’articolo:
EU assembly seeks criminal trial for Burmese junta
 
Il testo della Risoluzione: