Lo scorso 2 agosto, in un processo farsa, il noto attivista per i diritti umani egiziano Saad Eddin Ibrahim viene condannato a due anni di reclusione con l’accusa di aver diffamato l’immagine dell’Egitto per aver affermato, in un articolo pubblicato sul Washington Post, che l’aiuto economico degli Stati Uniti all’Egitto fosse legato a precisi risultati politici ed economici.
Saad Eddin Ibrahim, professore di sociologia politica dell'American University del Cairo e presidente dell'Ibn Khaldun Center for Development Studies, era già stato arrestato nel 2000, e condannato a sette anni di reclusione nel maggio del 2001 con l'accusa di aver ricevuto, senza autorizzazione, finanziamenti dall'Unione europea allo scopo di diffondere all'estero informazioni diffamanti sull'Egitto.
In un articolo pubblicato il 21 agosto dal Washington Institute for Near East Policy, Scott Carpenter traccia un breve excursus sui rapporti di aiuto economico intessuti fra gli Stati Uniti e l’Egitto a partire dal 1979, anno dell’accordo di pace con Israele. Tali accordi ironicamente rappresentarono la salvezza di Ibrahim, che venne rilasciato dopo che la Casa Bianca dichiarò che il suo rilascio avrebbe condizionato i futuri aiuti economici al paese.
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By J. Scott Carpenter, Washington Institute 21 August 2008