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Francia e Inghilterra si attivano sempre più per contrastare la pratica delle mutilazioni genitali femminili

23 giugno 2008
In questi giorni sia la Francia che l’Inghilterra hanno preso misure e provvedimenti più restrittivi per l’abbandono e il contrasto della pratica delle mutilazioni genitali femminili.
 
La Francia, che vanta un alto tasso di popolazione immigrata, possiede ormai da anni una legge specifica contro la pratica e in questi giorni proprio la Francia è stata teatro di una forte iniziativa di donne immigrate dall’Africa dell’Ovest che, su iniziativa di Khady Koita, Presidente del Network Europeo contro le Pratiche Tradizionali Dannose, si sono riunite per cercare di trovare nuove soluzioni contro le mutilazioni genitali femminili. Le organizzazioni di donne immigrate in Francia sono sempre più consapevoli del fatto che la pratica viene mantenuta ed addirittura è radicata in modo più consistente proprio all’estero più che nel paese d’origine, sia per il timore di perdere le proprie tradizioni locali che di essere isolati dalla famiglia di origine.
 
Khady Koita da anni è attiva in Francia, dove ha fondato prima il Network per la prevenzione delle pratiche dannose e, da poco, l’associazione “La Palabra”, un’organizzazione che ha lo scopo di sensibilizzare la comunità di immigrati sui danni che provocano le mutilazioni. Khady, autrice del libro “Mutilata” tradotto ormai in 12 lingue, dichiara di essere abbastanza preoccupata per la tendenza dei governi europei che si dimostrano molto interessati e sensibili sulla questione delle MGF ma che poi nella sostanza non finanziano in maniera continua questo tipo di organizzazioni.
 
La stessa tendenza purtroppo si registra anche in Inghilterra, dove da qualche giorno la polizia sta effettuando severi controlli sui voli verso alcuni Paesi africani nel tentativo di fermare i genitori che portano all’estero le loro figlie, a volte bambine di pochi anni, in occasione delle festività o delle vacanza per farle mutilare.
 
Una ricerca commissionata dal Dipartimento della Salute infatti, suggerisce che più di 20.000 ragazze inglesi rischiano di subire questa procedura con la forza, ed i funzionari interrogheranno tutti gli adulti che imbarcano le ragazze su alcuni voli, con la speranza che questo provvedimento sia uno degli strumenti per salvare migliaia di bambine dalle mutilazioni genitali.
 
E’ dal 1985 che la Gran Bretagna ha bandito la pratica con una legge molto severa: i lavoratori nel sociale, gli insegnanti, la polizia e i funzionari sanitari sono stati informati e formati per poter riconoscere e trattare le vittime e le bambine a rischio. Ma i gruppi di pressione e gli oppositori politici hanno segnalato al governo che non si sta facendo abbastanza per affrontare la questione e per investigare sulla vera natura del problema.
 
Proprio in seguito a queste polemiche la polizia ha deciso di effettuare dei controlli più severi sui voli con destinazioni a rischio, come ad esempio la Somalia e il Senegal, all’aeroporto di Heathrow per cercare di proteggere le ragazze che, portate fuori dalla Gran Bretagna, potrebbero subire la mutilazione.
 
Leggi gli articoli:
allAfrica.com, 23 June 2008
Apcom, 22 giugno 2008