Newsroom   Press Releases Newsletter News in Focus Publications NPWJ in the news NPWJ on Radio Radicale

Marco Pannella ritorna sul possibile esilio di Saddam Hussein, una credibile alternativa all’intervento militare in Iraq

23 giugno 2008
Il leader radicale ha chiesto ufficialmente un’audizione di fronte al Congresso degli Stati Uniti per denunciare come il Presidente Bush nel 2003 non prese minimamente in considerazione la proposta di esiliare Saddam Hussein dall’Iraq, una proposta appoggiata da centinaia di parlamentari e altre personalità internazionali e appoggiata da numerosi governi anche arabi, che avrebbe potuto evitare lo scoppio del conflitto.
 
Alla vigilia dell’inizio dei lavori della Commissione Giustizia del Congresso degli Stati Uniti, Marco Pannella chiede un’audizione di fronte al Congresso per rendere pubblico ciò che fu denunciato già nel 2003, ovvero le documentate menzogne e irresponsabilità a carico del Presidente Bush. A seguito delle conversazioni private tra Bush ed il Premier spagnolo Aznar, pubblicate nei mesi scorsi da El Pais, si evince che la possibilità di evitare la guerra permettendo l’esilio di Saddam Hussein non fu minimamente presa in considerazione dall’amministrazione americana, che invece che far pressione su Saddam affinché accettasse la proposta di esilio, appoggiata e coordinata anche da numerosi paesi arabi, insistette sulla presunta presenza di armi di distruzione di massa e sull’altrettanto incerta amicizia tra il dittatore iracheno e Osama Bin Laden. L’iniziativa per l’esilio di Saddam promossa nel 2003 dai Radicali, raccolse l’appoggio di oltre 500 parlamentari italiani e di moltissime altre personalità, intellettuali e premi Nobel di tutto il mondo. L’iniziativa radicale avrebbe probabilmente evitato un intervento militare costato migliaia di morti sia all’Iraq che agli Stati Uniti e oltre 50 miliardi di dollari a questi ultimi. Invece, la guerra in Iraq ha contribuito all’instabilità della regione, all’innalzamento del prezzo del petrolio e ad una perdita di fiducia nei confronti del processo democratico.
 
Non c’è Pace Senza Giustizia da due anni conduce un progetto in Iraq per la promozione della democrazia e di un sistema federale di governo. Il progetto, finanziato dal Ministero degli affari Esteri, è condotto in collaborazione con diverse organizzazioni della società civile irachena, in particolare con l’International Alliance for Justice.