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Primi passi verso il processo di riconciliazione in Iraq

7 luglio 2008
Il processo di transizione dal totalitarismo alla democrazia in Iraq ha la necessità, per dirsi compiuto, di affrontare gli orrori del passato. Non c’è Pace senza Giustizia sta proprio in questi giorni avvianto un progetto volto ad organizzare una grande conferenza da tenersi in Iraq in cui affrontare i metodi di giustizia transitoria capaci di costruire un processo di riconciliazione. Si tratterà in particolare di selezionare un metodo utile all’identificazione dei responsabili dei crimi e del riconoscimento dello status delle vittime. Riteniamo infatti che l’obbiettivo della riconciliazione non debba essere raggiunto tramite l’uso indiscriminato dell’impunità ma che invece solo la trasperente raccolta di prove e la conseguente incriminazione dei responsabili garantisca a tutte le componenti della societá una visione condivisa dei fatti del passato e di conseguente una condivisa visione del possibile futuro del paese.
 
Se attualmente il sistema giudiziale non risulta adeguato nel confrontarsi con i crimini del passato regime esistono invece alcune interessante iniziative nei tentativi di riconciliazione tra le diverse fazioni che si confrontano nel paese.
 
Il 5 luglio scorso si é tenuta a Baghdad una cerimonia di presentazione da parte del primo ministro iracheno al-Maliki di un documento contenente 17 principi su cui basare il processo di riconciliazione. Si tratta in effetti del risultato finale di una serie di incontri tenutesi nel 2007 in Finlandia su iniziativa del professor Padraig O'Malley dell’Universitá del Massachusetts di Boston.
 
Il metodo messo a punto da O'Malley dimostra come vi siano diversi approcci possibili al tema della riconciliazione. Quanto é stato annunciato venerdi scorso é infatti il frutto di una serie di incontri volutamente tenutesi in luoghi segreti in cui piccoli gruppi di esponenti iracheni delle varie fazioni in campo si sono confrontati con le problematiche ed i successi legati al processo di riconciliazione in Sud Africa e in Irlanda del nord. Alle riunione partecipavano ex membri dell’IRA e del ANC che hanno spiegato il difficile percorso per giungere ad avere fiducia di quelli che per anni erano stato i loro acerrimi nemici ed assieme a questi condividere il governo del loro paese.
 
Il principi su cui i partecipanti si sono accordati includono l’impegno a raggiungere l’obbiettivo di limitare il possesso delle armi alle forze governative, il rispetto dei diritti delle minoranze e l’opposizione alle influenze esterne, internazionali e regionali, agli affari interni dell’Iraq.
 
Si tratta quindi di un documento che vuole essere un punto di partenza e non di arrivo. A questo proposito il professor O’Malley ha dichiarato che sono i leadears iracheni che debbono fare il passo successivo in modo da mettere in piedi le strutture che potranno adeguatamente monitorare il rispetto dei principi concordati. Non possiamo qui che sottolineare che e proprio ai leaders del paese si rivolgerà l’iniziativa di NPSG.
 
Links
 
Campbell Robertson, International Herald Tribune, 7 luglio 2008
 
 
I principi così come emersi dalle riunioni del 2007 pubblicati su un blog.