Appello per liberazione senatrice filippina e contro la guerra alla droga in quel paese

Roma - Bruxelles, 3 marzo 2017


 
Dichiarazione di Riccardo Magi, Segretario di Radicali italiani, Filomena Gallo, Segretario Associazione Luca Coscioni, Niccolò Figa-Talamanca, Segretario di Non c’è Pace senza Giustizia:
 
“Abbiamo scritto a tutti i Parlamentari italiani a Roma e Bruxelles e al Governo per chiedere la liberazione immediata della senatrice filippina Leila De Lima arrestata il 23 febbraio 2017 con l’accusa di narco-traffico. Se trovata colpevole, la De Lima rischia da 12 anni di carcere all’ergastolo. Da quando Rodrigo Duterte è stato proclamato Presidente della Repubblica il 30 giugno dell’anno scorso, nelle Filippine è in corso una massiccia campagna di esecuzioni extragiudiziali in nome della ‘guerra alla droga’.
 
In questi giorni la società civile filippina ha iniziato a reagire e alle proteste pubbliche ha preso parte anche l’ex presidente Benigno Aquino. La sollevazione popolare contro le violenze e prepotenze di Duterte gli ha fatto richiamare in servizio 160mila agenti della Polizia Nazionale che lo scorso 30 gennaio erano stati sospesi temporaneamente perché implicati in un enorme giro di corruzione. Anche la Conferenza episcopale filippina – organismo rilevante nelle Filippine, Paese in cui oltre l’80% è di confessione cattolica – si è unita nelle critiche senza però far recedere il Presidente dalle sue azioni e decisioni. Occorre un coinvolgimento della Comunità internazionale, anche perché dall’inizio dell’anno il Parlamento filippino lavora per re-introdurre la pena di morte nel proprio codice penale anche per reati come il narco-traffico. Tra i primi firmatari c’è Emma Bonino.
 
Dal 13 al 17 marzo prossimi le Nazioni unite terranno la riunione annuale della Commissione Droghe dove il 16, assieme alla Fondazione americana DRCNet e l’Internazionale liberale abbiamo organizzato un incontro per chiedere l’immediata scarcerazione della Senatrice De Lima, la fine delle esecuzioni extra-giudiziarie nelle Filippine nonché ipotizzare l’attivazione della giurisdizione della Corte Penale Internazionale per crimini contro l’umanità”. Agenda e documenti dell’incontro saranno presentati pubblicamente".