NPSG fa appello per una messa al bando universale delle Mutilazioni Genitali Femminili durante la Conferenza Trust Women

Londra, 4-5 dicembre 2012


 
A Londra, nei giorni 4 e 5 dicembre, si terrà la conferenza Trust Women dal titolo “Basare i diritti delle donne sullo stato di diritto”, organizzata dalla Fondazione Thomson Reuters e dall’International Herald Tribune. 

 

Con 350 delegati da tutto il mondo, donne e uomini leader nei loro rispettivi settori, la conferenza mira a sensibilizzare in modo globale i diritti delle donne, promuovendoli attraverso una sapiente miscela di discorsi, attività multimediali, discussioni generali, dibattiti, gruppi d’azione ed opportunità di coinvolgimento on-line. La conferenza tratterà diversi argomenti: si confronterà con la messa al bando del traffico degli esseri umani ,metterà in discussione le mutilazioni femminili, riscriverà le leggi per integrare i diritti delle donne nelle costituzioni, si occuperà di matrimonio minorile, mostrerà l’alto costo dell’esclusione delle donne dal mondo finanziario e presenterà l’odierno mercato degli schiavi ovvero quello delle collaboratrici familiari.

 

 
I relatori, Emma Bonino, fondatrice di Non c’è Pace Senza Giustizia e vice Presidente del Senato Italiano, Alvilda Jablonko, coordinatrice del programma sulle Mutilazioni Genitali Femminili di Non c’è Pace Senza Giustizia, Khady Koita, cofondatrice e presidente di “La Palabre” e l’Imam Djiguiba Cissè, fondatore della Fondazione “Djigui la Grande Espérance” Costa d’Avorio, coglieranno questa opportunità per porre in risalto i risultati della campagna internazionale che mira a promuovere l’adozione da parte dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite di una risoluzione che esplicitamente ed universalmente bandisca le MGF.
 
 
 
Il 26 novembre il Comitato per gli Affari Sociali, Umanitari e Culturali (comunemente definito come Terzo Comitato) dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite ha adottato una bozza di risoluzione dal titolo “Intensificare gli sforzi globali per l’eliminazione delle mutilazioni genitali femminili” che è stata presentata dal Gruppo Africano all’ONU lo scorso ottobre. L’Assemblea Generale dovrebbe considerarne l’adozione in dicembre, durante la sua 67°sessione.