Condanna Mladic: Un momento importante per chi ha sempre creduto alla necessità di una giustizia penale internazionale

Emma Bonino, 22 novembre


 
Dichiarazione di Emma Bonino, fondatrice di Non c’è Pace Senza Giustizia:
 
Leggo con soddisfazione la sentenza di condanna del Generale Mladic per i crimini da lui commessi in Bosnia-Erzegovina, ed in particolare per l’eccidio di Srebrenica. Un pensiero commosso non può che andare oggi alle vittime ed ai loro familiari.
 
Meglio tardi che mai, innanzitutto: nonostante la lentezza dei tempi di giudizio e le numerose difficoltà incontrate, la sentenza di oggi dimostra che la giustizia internazionale può funzionare e rappresenta un monito fortissimo per coloro che, in posizioni di potere, pensano di poter commettere crimini simili contando su totale impunità.
 
La condanna di oggi è un frutto tardivo del legame indissolubile tra Non c'é pace senza giustizia e il Tribunale stesso, nati entrambi nel 1993, e dell’impegno del Partito Radicale e di tanti altri attivisti e personalità all’estero ed in Italia, nel creare le condizioni affinché un Tribunale per i crimini di guerra nella ex-Jugoslavia potesse nascere ed operare e, come suo ultimo atto, giudicare Milosevic, Karazic ed infine Mladic. Non era scontato, non lo è mai, ma ce l’abbiamo fatta.
 
Non posso non ricordare la mia visita, in veste di Commissaria Europea, in quella surreale estate del 1995 quando molti, troppi, si girarono dall’altra parte a Srebrenica. Nonostante la mia denuncia per la pulizia etnica operata scientificamente dalle truppe del Generale Mladic, prevalse l’indifferenza più assoluta di chi invece gli abitanti avrebbe dovuto difendere.
 
 
La sentenza di oggi rende giustizia alle vittime , senza cancellarne il ricordo. L’auspicio però rimane: che i Mladic di oggi si sentano meno forti e meno certi di farla franca, ovunque essi operino.
 
 
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