La giustizia è ancora una priorità: 27 anni dal genocidio in Ruanda

Bruxelles-Roma, 7 aprile 2021

Sono passati ventisette anni da quando atrocità inimmaginabili sono state commesse in Ruanda nei confronti degli Huti moderati e dei Tutsi. Centinaia di migliaia di persone sono state massacrate e altre centinaia di migliaia violentate nel corso di questo genocidio, mentre la comunità internazionale, e in particolare le Nazioni Unite, non sono riuscite a intervenire. Il passare degli anni non ha facilitato la comprensione di ciò che stava accadendo nel 1994 e ancora oggi non si può dire che sia stata fatta giustizia. Per questo, ventisette anni dopo, continuiamo a sottolineare l’importanza della giustizia per la pace, ovvero ciò che la nostra campagna del 1994 “Non c'è pace senza giustizia” sosteneva in risposta alle atrocità che avvenivano in Ruanda e nell’ex Jugoslavia.
 
Ora un’organizzazione, Non c'è Pace Senza Giustizia, continua a lavorare per la giustizia, partendo dall’assunto che essa è una precondizione per i diritti umani, lo stato di diritto, la democrazia e la pace. Questo è vero oggi come lo era nel 1994 quando la campagna fu lanciata. Lottando per la giustizia, NPSG ha condotto una campagna per l’istituzione del Tribunale penale internazionale per il Ruanda (ICTR), del Tribunale penale internazionale per l'ex Jugoslavia (ICTY) e di una Corte penale internazionale permanente (CPI), elementi che hanno contribuito al moderno sistema di giustizia penale internazionale. Queste nuove strade hanno portato un po’ di sollievo ai sopravvissuti in Ruanda e nell’ex Jugoslavia attraverso il riconoscimento dei loro diritti al risarcimento, alla verità e al ricordo. Tuttavia, la strada verso la giustizia è ancora lunga e i meccanismi per raggiungerla devono ancora affrontare numerose sfide.
 
Oggi onoriamo e commemoriamo le vittime del genocidio in Ruanda mettendo la giustizia al primo posto nel nostro lavoro. È attraverso la giustizia che i risarcimenti e la verità possono essere raggiunti ed è anche attraverso la giustizia che le atrocità subite in Ruanda possono essere prevenute per le generazioni future. Forse uno dei modi migliori per onorare le vittime dei terribili eventi che hanno avuto luogo in Ruanda nel 1994 è continuare a lottare per la giustizia e rafforzare le istituzioni il cui mandato è quello di fornire responsabilità e garantire il rispetto dello stato di diritto e dei diritti umani.
 
Per ulteriori informazioni, contattare Alison Smith, Direttore della Giustizia Internazionale, all'indirizzo asmith@npwj.org o Nicola Giovannini, Coordinatore Stampa e Affari Pubblici, all'indirizzo ngiovannini@npwj.org.