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febbraio 2016
Direttore resp.: Nicola Giovannini
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 Notizie

Bahrein: NPSG e il Partito Radicale condannano fortemente la nuova sentenza di imprigionamento contro il leader dell’opposizione Ibrahim Sharif
 

Il 24 febbraio, una corte penale di Bahrain ha condannato Ibrahim Sharif, eminente leader dell’opposizione e ex-Segretario Generale del partito di sinistra laica Wa’ad, ad un anno di reclusione con l’accusa di “incitamento all’odio contro il regime”. Sharif era stato inoltre accusato di “incitamento volto al rovesciamento del governo con mezzi violenti”, ma la Corte ha respinto l’accusa.
 
Non c’è Pace Senza Giustizia (NPSG) e il Partito Radicale Nonviolento Transnazionale e Transpartito (PRNTT) condannano fortemente la condanna ad un anno di detenzione del leader dell’opposizione Ibrahim Sharif. Questa sentenza, fondata su accuse puramente politiche, è un altro chiaro esempio della determinazione delle autorità bahreinite di criminalizzare la libertà di parola e di sopprimere qualsiasi richiesta non-violenta di riforma democratica, stato di diritto e rispetto dei diritti umani nel paese. Questa inoltre, dimostra che le intenzioni di riforma sono puramente retoriche e parte di una strategia volta a gettare fumo negli occhi per coprire la vera faccia del regime bahreinita, basato su campagne di repressione sistematiche per far tacere ogni opposizione pacifica e voce indipendente.
 
Purtroppo, la risposta della comunità internazionale è stata fino ad oggi, debole e sorda alla difficile situazione in cui versano i cittadini di questo piccolo paese. Le autorità bahreinite hanno sfruttato questo approccio come un via libera per continuare le loro pratiche di repressione e ritorsione invece di impegnarsi in un reale ed inclusivo dialogo con i leader pacifici delle opposizioni e attivisti dei diritti umani.  È arrivato il momento per la comunità internazionale e l’Unione Europea (UE) in particolare, di reagire fortemente con la massima urgenza e con tutte le attenzioni che il caso richiede, a questo ultimo colpo inferto alla libertà di espressione in Bahrein.
 
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Siria: “Promuovere la lotta contro l'impunità attraverso i meccanismi delle Nazioni Unite"
 

Il conflitto in Siria sta continuando a provocare un numero altissimo di vittime, con attacchi contro la popolazione civile che si sono intensificati nelle ultime settimane. Nonostante la creazione dell’ “International Syria Support Group” nell’autunno del 2015 e gli sforzi continui dell’Inviato Speciale delle Nazioni Unite per la Siria, le violazioni del diritto internazionale umanitario, crimini di guerra e crimini contro l’umanità sono sempre più diffuse e il numero di parti coinvolte nel conflitto e nelle violazioni del diritto internazionale continua a crescere.
 
In questo scenario drammatico è cruciale sostenere le capacità di ripresa della Società Civile Siriana e degli attivisti democratici, e supportare i loro sforzi per riportare la pace e la giustizia in Siria. Queste organizzazioni hanno fatto un lavoro straordinario nell’indirizzare e documentare le violazioni diffuse del diritto internazionale commesse negli ultimi cinque anni in Siria, tra cui tortura, violenza sessuale e di genere, così come tattiche di guerra illegali come l'assedio, l’inedia, l’uso di barili bombe e bombardamenti indiscriminati di quartieri civili.
 
Qualsiasi futuro sistema siriano di accountability e giustizia di transizione dovrà rispondere in maniera efficace, giusta e indipendente a queste violazioni e alle aspirazioni e bisogni della popolazione. Tale sistema dovrà essere parte essenziale di un processo di transizione verso l’instaurazione di un effettivo sistema democratico e dello stato di diritto in Siria. A questo fine, Non C’è Pace Senza Giustizia (NPSG) ha organizzato un workshop intitolato “Promozione dell’accountability attraverso i meccanismi delle Nazioni Unite, con un focus su donne e bambini”, che ha avuto luogo a Istanbul dal 20 al 23 febbraio 2016. I partecipanti includevano rappresentanti delle maggiori associazioni della società civile ed attivisti dei diritti umani siriani, nonché esperti internazionali dei meccanismi delle Nazioni Unite per la difesa dei diritti umani e i processi di accountability.
 
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“Giornata Internazionale di Tolleranza Zero alle Mutilazioni Genitali Femminili”: NPSG chiede a tutti gli Stati di applicare e attuare le legislazioni che vietano questa violazione dei diritti umani
 

In questa Giornata Internazionale di Tolleranza Zero contro le Mutilazioni Genitali Femminili, NPSG ed il Partito Radicale Non Violento, Transnazionale e Transpartito (PRNTT) vogliono estendere un un riconoscimento speciale a tutti i meritevoli individui e organizzazioni che si battono contro questa violazione dei diritti umani ed estrema forma di discriminazione e violenza contro donne e bambine, della quale rischiano di essere vittime ogni anno tre milioni di ragazze in tutto il mondo.

L’Assemblea Generale delle Nazioni Unite ha preso una prima forte posizione su questa questione il 20 dicembre 2012 con l’adozione della Risoluzione 67/146, che fu promossa dalla Campagna Ban FGM, una coalizione di ONG africane ed europee creata grazie all’iniziativa di NPSG. Nel dicembre 2014, la risoluzione 69/150 aveva rinnovato il proprio impegno, con un aumentato numero di paesi sponsor ed un linguaggio più forte.
 
Come richiamato da queste risoluzioni fondamentali, NPSG ed il NRPTT hanno costantemente sottolineato che l’adozione e l’applicazione di legislazioni chiare ed efficaci, appoggiate da sanzioni, che vietino tutte le forme di MGF, sono fattori fondamentali e cruciali per combattere questa forma di violenza di genere, proteggerne le vittime e porre fine all’impunità. In questo giorno importante nel quale riaffermiamo il nostro impegno a sradicare le MGF, faciamo appello a tutti gli stati in cui sono perpetrate, ad adottare e applicare legislazioni per vietare questa pratica in modo inequivocabile come un reato penale, nonché per fornire un sostegno forte e chiaro per gli innumerevoli gruppi per i diritti umani, le associazioni femminili ed i singoli sostenitori che combattono una battaglia quotidiana per assicurare che le donne e le ragazze di domani siano libere dalla minaccia delle MGF.
 
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*  Alvilda Jablonko è Direttore per Genere e Diritti Umani, Non c’è Pace Senza Giustizia

 Eventi

CPTAFE e NPSG organizzano il workshop nazionale “BANFGM: verso l'eliminazione delle mutilazioni genitali femminili" in Guinea
 

In occasione della Giornata Internazionale di Tolleranza Zero contro le Mutilazioni Genitali Femminili, CPTAFE (Cellule de coordination sur les Politiqeus Traditionnelles Affectant la Santé des Femme set des Enfants) e NPSG, in partenariato con il Comitato Inter-Africano sulle pratiche Tradizionali Pregiudizievoli per la Salute delle Donne e dei Bambini (CI-AF) e con il supporto del Ministero Italiano degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, hanno organizzato un workshop nazionale intitolato “BANFGM: Verso l'eliminazione delle mutilazioni genitali femminili”.
 
Sulla proposta del Ministero di Azione Sociale e la Promozione di Donne e Bambini della Repubblica di Guinea, l’evento, così come altre attività volte a commemorare la Giornata Internazionale di Tolleranza Zero contro le MGF, si sono tenute nella città di Gueckedou, dove una giovane ragazza, Koumba Tonguino, è morta nel Dicembre 2015 dopo essere stata sottoposta alla circoncisione. Questa tragedia ha richiamato le coscienze e spronato i cittadini a mobilitarsi in massa nel paese per la eliminazione di questa pratica. Nonostante sia vietata dalla legge, si stima che in Guinea il 97% di donne tra i 15 e i 49 anni siano vittime di mutilazioni genitali.
 
Oltre all’intento di consolidare la volontà politica delle autorità guineane di implementare la Risoluzione 69/150 adottata dall'ONU, il workshop ha fornito un opportunità per analizzare e discutere i meccanismi nazionali designati a proteggere donne e ragazze dalla pratica delle MGF e ad identificare misure adeguate a migliorare le strategie esistenti, rispondere alle violazioni e a rafforzare la capacità della polizia, gendarmeria e sistema giudiziario di garantire il rispetto della legge. Tra i partecipanti al workshop nazionale vi erano rappresentanti dei Ministeri competenti, delle autorità locali di Gueckédou, rappresentanti delle agenzie delle Nazioni Unite, nonchè attivisti della società civile e gruppi per i diritti delle donne, capi religiosi e tradizionali, organizzazioni delle comunità e la popolazione della città di Gueckédou.
 
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GAMCOTRAP e NPSG organizzano un workshop nazionale per favorire l’implementazione della legge che proibisce le MGF in Gambia
 

In occasione della Giornata Internazionale di Tolleranza Zero contro le Mutilazioni Genitali FemminiliGAMCOTRAP NPSG, in partenariato con Il Comitato Inter-Africano sulle pratiche Tradizionali Pregiudizievoli per la Salute delle Donne e dei Bambini (CIAF) e il Gambian Women’s Bureau, e con il supporto del Ministero Italiano degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, hanno organizzato un workshop nazionale intitolato “Ban FGM: Una legge per porre fine alle MGF nel Gambia”.  L’evento, tenutosi a Banjul, ha ospitato rappresentanti del governo ma anche della popolazione civile (inclusi mediatori di comunità, persone che in passato hanno effettuato le operazioni di MGF, donne e giovani provenienti dalle 7 regioni amministrative del paese).
 
Il 28 Dicembre 2015, l’Assemblea Nazionale del Gambia ha adottato il “Women's Amendment Bill 2015” il quale proibisce le Mutilazioni Genitali Femminili (MGF) e prevede sanzioni penali severe per gli esecutori di tale pratica. Secondo la nuova legge, la persona che compie la mutilazione rischia una condanna fino a tre anni di carcere o una multa di 50,000 dalasi e in caso di morte della donna, l’ergastolo. L’adozione del progetto di legge è avvenuta a seguito della dichiarazione e decisione del Presidente del Gambia Yahya Jammeh di proibire le MGF.
 
Il “Women Amendment Bill” è una risposta concreta alla richiesta di numerose comunità che negli ultimi otto anni hanno dimostrato la loro volontà di porre fine alle Mutilazioni Genitali Femminili. Inoltre, la nuova legge rinforza la legittimità e l’impatto positivo degli sforzi di advocay e di sensibilizzazione  portati avanti da molti gruppi della società civile come GAMCOTRAP che, sotto la guida del suo instancabile presidente Isatou Touray, da anni lavora per porre fine a questa quotidiana violazione dei diritti umani. Sulla scia dell’approvazione della nuova legislazione che proibisce le MGF in Gambia, il fine di questo evento era quello di rafforzare le attività di sostegno e sensibilizzazione tra i rappresentanti del governo ma anche tra la popolazione in generale circa la corretta applicazione della nuova legge e delle sue ripercussioni.
 
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 NPSG su radio Radicale

Un caffè con Non c'è Pace Senza Giustizia
 

Non c’è Pace Senza Giustizia e Radio Radicale, la principale emittente radiofonica nazionale che si occupa di temi di attualità politica, sono impegnati da tempo in una stretta collaborazione al fine di diffondere notizie ed informazioni sulle nostre campagne ad un ampio pubblico italiano. Tale collaborazione ha in particolare dato vita ad una rubrica settimanale di approfondimento sulle campagne ed attività in corso di NPSG. Il programma va in onda ogni venerdì mattina subito prima della principale rassegna stampa.

Ascolta gli ultimi episodi

 Comunicati Stampa di Non c'è Pace Senza Giustizia

APEGDH e NPSG organizzano un workshop nazionale su “BANFGM: per l’eliminazione delle mutilazioni genitali femminili” in Mauritania
Nouakchott, Mauritania, 8-9 febbraio 2016

Rapporto di NPSG sulla quattordicesima Assemblea degli Stati membri della Corte Penale Internazionale
7 febbraio 2016

“Giornata Internazionale di Tolleranza Zero alle Mutilazioni Genitali Femminili”: NPSG chiede a tutti gli Stati di applicare e attuare le legislazioni che vietano questa violazione dei diritti umani
6 febbraio 2016

CPTAFE e NPSG organizzano il workshop nazionale “BANFGM: verso l'eliminazione delle mutilazioni genitali femminili" in Guinea
Gueckédou, Guinea, 6 febbraio 2016

GAMCOTRAP e NPSG organizzano un workshop nazionale per favorire l’implementazione della legge che proibisce le MGF in Gambia
Banjul, Gambia, 6 febbraio 2016

I colloqui intra-siriani a Ginevra richiedono chiarezza sul ruolo della società civile
Gaziantep/Bruxelles, 29 Gennaio 2016

Bahrain: NPSG ed il Partito Radicale supportano la visita dei leader dell’opposizione a Roma per chiedere la fine della repressione e promuovere riforme politiche significative
Roma, Italia, 25-26 gennaio 2016

 Dicono di Noi


 

"Restoring faith in U.N.’s role"
By Jamal Mamo, Orient Net, 24 February 2016

Siria: approdano a Roma le foto di torture di “Caesar”
Alessandra Baldini, ONUITALIA, 12 February 2016

Emma Bonino: «Le torture di Assad che Roma non vuole vedere»
di Lorenzo Cremonesi, nostro inviato a Gaziantep, Corriere della Sera, 11 February 2016

AAS-Iraq receives a delegation from the Unrepresented Nations and Peoples Organization and No Peace Without Justice
Assyrian Aid Iraq, 10 February 2016

Emma Bonino in collegamento con Ballarò dalla città turca Gaziantep vicina al confine con la Siria
RAI 3, 9 February 2016

Gambia: Gamcotrap to Observe International Zero Tolerance to FGM Day
The Point (Banjul) / All Africa, 2 February 2016

Así luchan las mujeres sirias por la paz dentro de la guerra
Mario Cuesta, El Diario, 28 January 2016

Bahrein. Un Paese in cerca di diritti
Speciale Spazio transnazionale, Radio Radicale, 25 January 2016

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