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novembre 2016
Direttore resp.: Nicola Giovannini
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 Notizie

Giornata Mondiale per l’Eliminazione della Violenza sulle Donne: NPSG chiede un maggior impegno per proteggere i diritti delle donne
 

In questa Giornata Mondiale per  l’Eliminazione della Violenza sulle Donne, Non C’è Pace Senza Giustizia (NPSG) coglie l’occasione per ricordare i numerosi ostacoli che in vario modo rallentano la completa realizzazione e protezione dei diritti delle donne in quanto diritti umani uiversali, spesso con risultati crudeli e brutali.
 
Milioni di donne e bambine in tutto il mondo sono ancora vittime di violazioni dei loro diritti o rischiano di esserlo in quanto contemporanemanete risultato e continuazione di discriminazioni e disparità di genere che negano loro gli aspetti più basilari dell’autonomia personale e dell’autodeterminazione. Sono vittime di abusi sessuali, sfruttamento e altre pratiche violente come la mutilazione genitale femminile e il matrimonio forzato. In molte parti del mondo le donne che hanno il coraggio di combattere per la loro dignità sfidando convenzioni sociali retrograde affrontano gravi rischi personali, aggressioni, esclusione sociale, imprigionamento e perfino morte.
 
I diritti umani delle donne devono essere difesi, promossi e protetti senza alcun compromesso, fino a quando non verranno inclusi nel quadro legislativo come nucleo fondamentale della legge stessa. C’è molto per cui combattere: il diritto all’autonomia, la libertà di prendere indipendentemente le proprie scelte di vita, l’autodeterminazione sessuale e procreativa, la libertà di decidere se e quando sposarsi. Tutto ciò deve avvenire entro un contesto di politiche e strutture pubbliche che permettano questa indipendenza. Inoltre, a meno che non si rinforzi il quadro legislativo che garantisce piena parità di uomini e donne, tutti i progressi fatti continueranno ad essere attaccati, indeboliti o rimossi.
 
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Alvilda Jablonko è Direttrice del programma Genere e Diritti Umani di Non C’è Pace Senza Giustizia

Mauritania: NPSG accoglie con favore il rilascio di dieci attivisti IRA contro la schiavitù
 

Non c’è Pace Senza Giustizia (NPSG) accoglie con favore il rilascio di 10 membri di IRA incarcerati, che erano stati ingiustamente condannati per aver espresso pacificamente le loro opinioni. Tuttavia, esprimiamo la nostra preoccupazione sul destino dei tre attivisti contro la schiavitù che si trovano ancora in prigione, dopo un processo che, come riportato da esperti delle Nazioni Unite, è stato viziato da serie violazioni del diritto ad un giusto processo.
 
Esortiamo le autorità in Mauritania a porre immediatamente fine alla continua repressione dei difensori di diritti umani e delle organizzazioni della società civile sul loro territorio, inclusa il l’Iniziativa per il Risorgimento del Movimento Abolizionista. Invece di ricorrere al sistema giudiziario per intimidirli e metterli a tacere, dovrebbero riconoscere la legittimità del loro lavoro, finalizzato a porre fine alla schiavitù e alla discriminazione nel Paese.
 
Sebbene la Mauritania abbia approvato leggi nazionali per eliminare la schiavitù e punire i suoi responsabili, questa pratica - che colpisce sopratutto la comunità Haratin - non solo è profondamente radicata in tutto il Paese, ma è anche sostenuta e promossa da élite e dal governo. Organizzazioni della società civile come IRA, che portano avanti campagne contro la schiavitù, hanno spesso affrontato ingiuste restrizioni, da parte delle autorità,  dell’esercizio dei loro diritti alla libertà di espressione e associazione.
 
Come parte di un tour di advocacy finalizzato alla promozione del sostegno internazionale al lavoro della sua organizzazione, Biram Dah Abeid, fondatore e presidente di IRA, sarà a Roma per una serie di incontri con istituzioni italiane e ONG, organizzati con l’aiuto di Non c’è Pace Senza Giustizia. Il 26 Novembre 2016 all’ufficio di Roma d NPSG, avrà luogo una tavola rotonda che vedrà la partecipazione di Emma Bonino, ex Ministro degli Affari Esteri italiano e fondatrice di NPSG. Il 28 novembre 2016, Biram Abeid parteciperà anche al convegno “DIFENDIAMOLI! Storie di difensori dei diritti umani nel mondo e strategie di protezione”, che avrà luogo alla Camera dei Deputati.
 
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Ritiri dalla CPI: NPSG si congratula per la chiarezza e la leadership dell’Alto Commissario ONU per i diritti umani: “Inflessibili sull’articolo 27”. “Coloro che vogliono andarsene, se ne vadano”
 

Nel suo discorso all’Assemblea degli Stati Parte allo Statuto di Roma della Corte Penale Internazionale (CPI), che si è aperta oggi a L’Aja, l’Alto Commissario per i Diritti Umani delle Nazioni Unite, Zeid Ra’ad Al Hussein, ha incitato gli stati membri a difendere la Corte con risolutezza e a resistere alle sfide poste dalle decisioni di tre stati africani (Sud Africa, Burundi e Gambia) di ritirarsi.
 
Nel suo discorso di apertura, l’Alto Commissario ha sottolineato che la posizione degli “stati membri che stanno provando ad abbandonare la Corte, ad abbandonare le vittime dei crimini internazionali più abominevoli” sembra essere finalizzata a “proteggere i leader da eventuali processi”. Mentre deplorava queste decisioni che negano “alle vittime di crimini così gravi il diritto all’assistenza e alle riparazioni”, l’Alto Commissario ha sottolineato che “se gli stati membri, che si sono apparentemente travestiti negli ultimi anni da paesi devoti al perseguimento della responsabilità penale, vogliono andarsene, allora dovrebbero farlo”.
 
Non c’è Pace Senza Giustizia (NPSG) sostiene con vigore l’appello dell’ UNHCHR rivolto all’Assemblea affinché si rimanga risoluti di fronte ai principi fondanti lo Statuto di Roma e si preservi la sua integrità, soprattutto per quanto riguarda l’Articolo 27(l’irrilevanza delle funzioni istituzionali, ad esempio non c’è alcuna immunità per i Capi di Stato o altri funzionari per crimini che rientrano nella giurisdizione della CPI). Come affermato dall’Alto Commissario, “se da un lato lo Statuto di Roma consente delle revisioni, nessun cambiamento dovrebbe essere fatto sotto la minaccia di recesso, e nessun emendamento in futuro dovrebbe riguardare gli articoli critici dello Statuto. Nello specifico, il principio dell’irrilevanza delle funzioni istituzionali è prioritario, esistenziale per la Corte”.
 
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 Eventi

ASP della CPI: NPSG organizza un evento collaterale dal titolo “Prove Sufficienti per un caso contro il Presidente delle Filippine Duterte”
 

Ai margini della XV sessione dell’Assemblea degli Stati Membri della Corte Penale Internazionale, Non c’è Pace Senza Giustizia (NPSG) ha organizzato un evento collaterale su “Responsabilità criminale internazionale per sole Dichiarazioni: L’incitamento a compiere crimini contro l’umanità secondo l’articolo 25(3)(b) dello Statuto di Roma della CPI. Elementi sufficienti per un caso contro il Presidente delle Filippine Rodrigo Duterte”, avvenuto il 21 novembre 2016(dalle 11:00 alle 13:00, Antarctica Room, World Forum, L’Aja).
Dal momento della sua elezione, il Presidente Duterte è impegnato in una violenta “Guerra contro la Droga” che ha portato all’uccisione extragiudiziaria di migliaia di presunti spacciatori e consumatori. Secondo esperti delle Nazioni Unite, più di 850 persone sono state uccise tra il 10 maggio, giorno in cui Rodrigo Duterte è stato eletto Presidente delle Filippine sulla base della promessa di sconfiggere il crimine, e l’11 agosto 2016. Alle ore 12 del 14 ottobre 2016, una “Kill List” aggiornata due volte alla settimana dal Philippines Daily Inquirer indica che dal 10 Maggio 2016 1,372 persone sono state uccise come risultato della “guerra al crimine” da parte dell’amministrazione di Duterte. Il presidente Duterte in persona ha espresso in pubblico la sua soddisfazione per i risultati della sua campagna, e al momento la “Guerra alla Droga” continua.
Lo Statuto di Roma della Corte Penale Internazionale (CPI) è stato sottoscritto dale Filippine il 30 agosto 2011 ed è entrato in vigore l’1 novembre 2011. In una dichiarazione del 13 ottobre 2016, la  procuratrice generale della CPI Fatou Bensouda ha detto di essere “profondamente preoccupata riguardo queste uccisioni extragiudiziarie, e per il fatto che le dichiarazioni pubbliche di altri funzionari della Repubblica delle Filippine sembrano non solo perdonare tali uccisioni ma anche incoraggiare sia le forze di sicurezza statali che i civili a continuare nell’usare mezzi letali contro questi individui”. 
L’articolo 25(3)(b) dello Statuto di Roma della CPI stabilisce il principio che un individuo è responsabile dal punto di vista criminale e passibile di punizione per crimini entro la giurisdizione della Corte se quella persona “sollecita” o “induce” la perpetrazione di crimini che effettivamente avvengono o sono tentati.
Questo evento parallelo ha proposto un’analisi della situazione secondo la prospettiva dello Statuto di Roma e aveva come obiettivo discutere in che modo la corte potrebbe farsi carico della situazione, sia per fermare atti di violenza condonati dallo stato nelle Filippine sia per far passare a una platea più ampia di leader politici il messaggio che incitare e facilitare atti considerati criminali dalla legge internazionale comporta delle consequenze sia che possa essere provata o no una diretta relazione gerarchica con gli autori materiali del fatto.
 
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NPSG, HRW e ESDF organizzano un evento parallelo su “Opzioni di responsabilità penale in Siria”
 

Ai margini della quindicesima sessione dell’Assemblea degli Stati Parte della Corte Penale Internazionale, Non c’è Pace Senza Giustizia, Human Rights Watch e l’Euro-Syrian Democratic Forum hanno organizzato un evento collaterale su “Responsabilità penale in Siria”, che si è tenuto il 19 novembre 2016 (dalle 13:00 alle 15:00, nella sala Europe 1 & 2, al World Forum a L’Aja). L’incontro è stato organizzato congiuntamente dai governi di Liechtenstein, Canada e Paesi Bassi.
 
 
Nonostante varie iniziative, la situazione in Siria continua a deteriorare, con poche prospettive di conclusione in vista. Secondo fonti dell’ONU, circa 470,000 persone sono state uccise dal 2011; oltre metà della popolazione ha dovuto lasciare la propria casa; circa 4,6 milioni sopravvivono a malapena in posti che pochi possono abbandonare e che nessun aiuto può raggiungere; e altri 4.8 milioni, tra cui si stima ci siano 2 milioni di bambini, sono fuggiti. Il conflitto ha frantumato la Siria e minaccia la pace e la stabilità dell’intera regione.
 
In questo contesto, l’evento si è concentrato su come potrebbe essere possibile assicurare giustizia in una situazione in cui un rinvio alla Corte continua ad essere altamente improbabile a causa della posizione di alcuni Membri del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite. Fino a che punto può la giurisdizione universale della Corte fornire un minimo di giustizia alle vittime siriane? Come può l’Assemblea Generale rispondere le crescenti pressioni perché azioni vengano intraprese? Potrebbe essere possibile creare un meccanismo di raccolta ed elaborazione delle prove dei crimini commessi in Siria per facilitare e velocizzare indagini criminali a livello nazionale, regionale o internazionale e per avere material pronto per futuri processi? Allo stesso tempo, potrebbero gli Stati coinvolgere la Corte Internazionale di Giustizia, per esempio attraverso il meccanismo creato dalla convenzione contro la Tortura e Altri Trattamenti o Punizioni Crudeli, Inumani e Umilianti?
 
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 NPSG su radio Radicale

Rubrica di Non c'è Pace Senza Giustizia
 

Non c’è Pace Senza Giustizia e Radio Radicale, la principale emittente radiofonica nazionale che si occupa di temi di attualità politica, sono impegnati da tempo in una stretta collaborazione al fine di diffondere notizie ed informazioni sulle nostre campagne ad un ampio pubblico italiano. Tale collaborazione ha in particolare dato vita ad una rubrica settimanale di approfondimento sulle campagne ed attività in corso di NPSG. Il programma va in onda ogni mercoledi sera alle 23.30.

Ascolta gli ultimi episodi

 Comunicati Stampa di Non c'è Pace Senza Giustizia

Giornata Mondiale per l’Eliminazione della Violenza sulle Donne: NPSG chiede un maggior impegno per proteggere i diritti delle donne
Bruxelles - Roma, 25 novembre 2016

ASP della CPI: NPSG organizza un evento collaterale dal titolo “Prove Sufficienti per un caso contro il Presidente delle Filippine Duterte”
15 ASP della CPI, L’Aia, 21 novembre 2016

Mauritania: NPSG accoglie con favore il rilascio di dieci attivisti IRA contro la schiavitù
Bruxelles-Roma, 20 novembre 2016

NPSG, HRW e ESDF organizzano un evento parallelo su “Opzioni di responsabilità penale in Siria”
15 ASP della CPI, L’Aia, 19 novembre 2016

Ritiri dalla CPI: NPSG si congratula per la chiarezza e la leadership dell’Alto Commissario ONU per i diritti umani: “Inflessibili sull’articolo 27”. “Coloro che vogliono andarsene, se ne vadano”.
1Quindicesima ASP della CPI, L’Aia, 16 novembre 2016

XV Congresso di Radicali Italiani : Panel sulle persecuzioni delle minoranze dimenticate in Siria e Iraq
Roma, 30 ottobre 2016

NPSG esprime il proprio rammarico per l’intenzione del Sudafrica di uscire dalla CPI e chiede agli stati di proteggere l’integrità della Corte
Bruxelles - Roma, 26 Ottobre 2016

Crans Montana Forum: Emma Bonino riceve il “Prix de la Fondation 2016”
Parlamento Europeo, Bruxelles, 19 ottobre 2016

 Dicono di Noi


 

NEWS ABOUT THE COURTS – call for investigation of crimes in Philippines
Post by Carmen Risimini, ICL Media Review, 29 November 2016

Difendiamoli! Oggi alla Camera un convegno sui difensori dei diritti umani
di Riccardo Noury, Corriere della Sera, 28 November 2016

In arrivo in Italia una delegazione internazionale di difensori dei diritti umani
Agenpress, 27 November 2016

International Criminal Court urged to probe Duterte, killings
Ron Gagalac, ABS-CBN News, 23 November 2016

ASP 15 Day Four - Will Syria ever justice?
Coalition for the ICC, 19 November 2016

Il mondo si è accorto del genocidio degli yazidi
Adriano Sofri, Il Foglio, 29 October 2016

L'Alternativa. Nice e l'impegno di Amref per le donne dell'Africa
Radio Radicale, 25 October 2016

Il Sudafrica annuncia l'intenzione di uscire dalla Corte Penale Internazionale
Radio Radicale, 22 October 2016

Convegno "Why women matter - Promoting gender balance in public life and economic strategies"
Radio Radicale, 21 October 2016

Christians and the impending crisis in Mosul
BarnabasAid, 20 October 2016

La CPI s’apprête à compenser les victimes
CCTV.com française, 16 October 2016

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