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ottobre 2014
Direttore resp.: Nicola Giovannini
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 Notizie

Il bivio Libia, dove va l’Europa?
 

Sin dalla metà di maggio 2014, la Libia sta attraversando un periodo turbolento caratterizzato da instabilità politica e violenti scontri tra gruppi armati, che risultano in un’ulteriore polarizzazione e frammentazione dello scenario politico. Il futuro politico e la stabilità della Libia saranno determinati dal modo in cui la comunità internazionale gestirà il periodo post-Gheddafi e post-conflitto, e da come sosterrà e a farà crescere i pochi elementi di giustizia di transizione già presenti nel sistema normativo libico. Questi elementi giocano un ruolo centrale nella formazione di un nuovo contratto con i cittadini libici e avranno conseguenze importanti per lo sviluppo di istituzioni socio-politiche capaci di salvaguardare ed espandere i diritti civili e politici dei libici.
 
La riposta che le organizzazioni internazionali e i paesi occidentali hanno dato alla crisi attuale è stata fino a questo momento confusa e si è limitata a dichiarazioni di principio e di generico sostegno al dialogo tra i soggetti politici libici. Recentemente, il Segretario Generale delle Nazioni Unite Ban Ki-moon è stato in visita a Tripoli assieme a Federica Mogherini, il futuro Alto Rappresentante dell'Unione Europea per gli affari esteri e la politica di sicurezza, e quattro inviati speciali di paesi dell’Unione Europea, per sottolineare la necessità di dialogo. Le dichiarazioni del Segretario Generale però, nonostante vaghi rimandi al bisogno di affrontare le cause di fondo del conflitto, sono state prive di riferimenti ai diritti umani, alla giustizia di transizione e alla necessità di porre fine all’impunità.
 
È tempo che la comunità internazionale sviluppi una strategia politica concreta per sostenere le legittime aspirazioni del popolo libico alla sicurezza, alla dignità e alla democrazia. E’ necessario riportare in primo piano nella discussione politica quegli stessi valori che sono stati il fulcro della rivoluzione che ha messo fine al regime del colonnello Gheddafi, e di sostenerli fortemente e in maniera concreta. Così com’è stato dimostrato da numerose società in transizione, impunità e violenza sono basi troppo fragili sulle quali costruire la democrazia.
 
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Gianluca Eramo è Coordinatore del programma MENA di Non c’è Pace Senza Giustizia

Campagna BanFGM: NPSG e il PRNTT piangono la scomparsa di Efua Dorkenoo esaltando il suo prezioso contributo alla causa dei diritti delle donne
 

Non c’è Pace Senza Giustizia e il Partito Radicale Nonviolento Transnazionale Transpartito (PRNTT) apprendono con grande tristezza la scomparsa di Efua Dorkenoo, che per più di trent’anni è stata in prima linea nel movimento globale per porre fine alle mutilazioni genitali femminili (MGF).
 
Grazie al suo pionieristico impegno durante gli anni, Efua ha giocato un ruolo cruciale nel riconoscimento internazionale delle MGF come questione legata ai diritti umani. Il suo pensiero è stato fonte di ispirazione per noi, nel nostro lavoro di richiesta di una legislazione chiara ed efficace per mettere inequivocabilmente al bando le MGF come violazione dei diritti umani, al fine di legittimare l’attività di sostegno locale e gli sforzi formativi, di rafforzare coloro che cercano di opporsi alle pressioni sociali della tradizione e rifiutano le MGF e di proteggere le donne e le ragazze da tale forma di violenza.
 
Abbiamo avuto l’onore di lavorare al suo fianco, specialmente nel contesto della campagna globale che ha portato all’adozione da parte dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite della Risoluzione per la messa al bando delle MGF in tutto il mondo (A/RES/67/146) nel dicembre 2012, e negli anni seguenti sull’implementazione della Risoluzione. L’intera comunità internazionale dei diritti umani ha perso una vera amica e sostenitrice. Piangiamo la scomparsa di Efua e chiediamo a tutti coloro che la conoscevano e le cui vite ha incrociato di portare avanti la sua eredità. NPSG certamente lo farà.
 
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Bahrein: NPSG e il PRNTT condannano fermamente il nuovo arresto arbitrario del noto difensore dei diritti umani Nabeel Rajab
 

Non c’è Pace Senza Giustizia (NPSG) e il Partito Radicale condannano fermamente l’arresto e la detenzione del nostro amico e difensore di spicco dei diritti umani Nabeel Rajab e chiedono alle autorità del Bahrein di garantire il suo rilascio immediato e incondizionato.
 
L’ultimo arresto arbitrario di Nabeel per aver esercitato il suo diritto di libertà di espressione dimostra la costante determinazione delle autorità del Bahrein di reprimere ogni dissenso pacifico e ogni richiesta non violenta di riforma democratica, stato di diritto e rispetto dei diritti umani nel paese. Ciò è ancor più vero nel contesto del ripetuto bersagliare molti altri difensori dei diritti umani con simili accuse, apparentemente sostenute da ragioni politiche. Tutto ciò deve assolutamente finire.
 
È giunta l’ora per le autorità del Bahrein di ottemperare ai propri obblighi derivanti dalle leggi internazionali e di rispettare i ripetuti impegni a rispondere positivamente alle raccomandazioni emesse dal Consiglio per i Diritti Umani dell’ONU, riaffermati durante la 27ma Sessione a Ginevra lo scorso mese. Chiediamo alla comunità internazionale di entrare in azione per assicurare l’immediato rilascio di Nabeel Rajab, e di tutti gli altri difensori dei diritti umani detenuti, e di porre fine all’attuale campagna di intimidazione e minacce contro coloro il cui solo “reato” è chiedere apertamente e pacificamente riforme democratiche significative e il rispetto dei diritti umani in Bahrein.
 
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 Eventi

“XX anniversario di Non c’è Pace Senza Giustizia: sfide e opportunità per la Corte Penale Internazionale”
 

Quest’anno ricorre il ventesimo anniversario di Non c’è Pace Senza Giustizia (NPSG), organizzazione fondata nel 1994 con il mandato avviare una campagna per l’istituzione della Corte Penale Internazionale (CPI), primo essenziale segmento di giustizia penale internazionale. NPSG intende celebrare il costante impegno nella lotta all’impunità attraverso una conferenza “XX anniversario di Non c’è Pace Senza Giustizia:  sfide e opportunità per la Corte Penale Internazionale”, che si terrà presso il Senato della Reppublica, a Roma, il 13 novembre 2014.
 
La conferenza ha come scopo di esaminare l’interazione tra cooperazione e complementarità, cardini della CPI, nonchè le crescenti difficoltà attinenti che la Corte si trova in questa fase ad affrontare.
 

Alla conferenza parteciranno eminenti personalità, tra cui James Kirkpatrick Stewart, Vice Procuratore della Corte Penale Internazionale; Benedetto Della Vedova, Sottosegretario agli Affari Esteri, Italia; Emma Bonino, già Ministro degli Affari Esteri e fondatrice di NPSG;  Carl Bildt, già Ministro degli Affari Esteri, Svezia; Sidiki Kaba, Ministro della Giustizia, Senegal, prossimo Presidente dell’ASP; Herman von Hebel, Cancelliere della CPI; Athaliah Lesiba Molokomme, Attorney-General del Botswana; Brenda Hollis, Procuratore, Corte Residuale Speciale per la Sierra Leone; Binta Mansaray, Cancelliere, Corte Residuale Speciale per la Sierra Leone; Zainab Hawa Bangura, già Ministro degli Esteri della Sierra Leone, Rappresentante Speciale del Segretario Generale dell’ONU sulla Violenza Sessuale nei Conflitti Armati; Miguel de Serpa Soares, Vice Segretario Generale per gli Affari Giuridici e Consigliere giuridico delle Nazioni Unite; Stephen J. Rapp, Ambasciatore Straordinario incaricato delle questioni attinenti ai crimini di guerra, Stati Uniti; Anthony Dworkin, Esperto in materia di giustizia penale internazionale e crimini di guerra, European Council on Foreign Relations (ECFR).

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Presentazione degli Atti del Convegno di Bruxelles “Stato di diritto contro Ragione di Stato” alla Camera dei Comuni
 

Il 22 ottobre 2014, il Partito Radicale insieme con Non c’è Pace Senza Giustizia Nessuno Tocchi Caino hanno organizzato una presentazione alla Camera dei Comuni a Londra degli Atti della Conferenza di Bruxelles “Stato di diritto contro Ragion di Stato” tenutasi a febbraio. Dopo dieci anni di campagne condotte soprattutto al Parlamento europeo e in Italia, lo scopo dell'evento era di tornare a Londra, alle radici dell’iniziativa, per compiere il passo successivo volto a ripristinare la fiducia nella democrazia e nello Stato di diritto. La presentazione serviva anche come trampolino di lancio per la Seconda Conferenza di Bruxelles, che discuterà come migliorare il rapporto tra i governi e l’opinione pubblica, attraverso la possibile creazione di un diritto umano alla conoscenza.
 
L'evento, tenutosi sotto gli auspici dell’on. Norman Baker (Sottosegrario all’Interno lib-dem che ha prestato notevole attenzione nel corso degli anni all’Inchiesta Chilcot sulla guerra in Iraq e alle conseguenze di questa), ha visto come partecipanti Owen Thomas, docente di Politica e Relazioni Internazionali presso l'Università di Exeter, Stephen Plowden, cittadino britannico che ha presentato una richiesta di accesso alle informazioni tramite il Freedom of Information, Marco Perduca, già Senatore radicale, Niccolò Figa’-Talamanca, Segretario Generale di Non c'è Pace Senza Giustizia (NPSG) e Marco Pannella, leader del Partito Radicale.
 
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