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SUMMARY:Incontro pubblico: Resilienza organizzativa della società civile sotto pressione esterna
DESCRIPTION:Conti correnti\, archivi\, piattaforme gestionali\, canali di comunicazione\, assicurazioni e pagamenti: intermediari spesso insostituibili\, a loro volta esposti a pressioni politiche imprevedibili. Come garantire continuità operativa in un’architettura che poggia su pochi nodi\, e quali risposte dalla politica per una sovranità finanziaria e digitale europea? \n\nQuando: Venerdi16 ottobre 2026 – 5 pm to 8 pm\nDove: EMERGENCY Venezia – Giudecca 212\, Fondamenta San Giacomo\nIngresso libero\, con registrazione: tinyurl.com/NGOResilience\nProgramma\n\n  \nProgramma\n17.00 Benvenuto\nRossella Miccio\, Presidente di EMERGENCY\nSaluti istituzionali: Giovanni Pelizzato\, Presidente della Municipalità di Venezia-Murano-Burano\nIntroduzione: Tara O’Grady\, Presidente di No Peace Without Justice\n17.20 Tavola rotonda\nStefano Quintarelli\, Informatico (in collegamento)\nZoe Paris\, Advocacy Director\, Coalizione delle ONG per la Corte Penale Internazionale\nAvv. Fausto Gianelli\, Legale di Autistici/Inventati\nRoberta Borroni\, Vicepresidente di EMERGENCY\nAhmed Abofoul\, Legal Advisor\, Al-Haq\nLuca Casarini\, Capomissione\, Mediterranea Saving Humans\nMatt Cannock\, Centro per la giustizia internazionale\, Amnesty International\nAlvise Nicoletti\, Founder e CEO\, ELAN42\n18.30 Discussione aperta\nModera Niccolò Figà-Talamanca\, Segretario Generale di Non c’è Pace Senza Giustizia ETS\n19.50 Conclusioni\nAlison Smith\, Convenor della Coalizione delle ONG per la Corte Penale Internazionale\nIngresso libero\, con registrazione\n20.00 Chiusura dei lavori \nContesto\nUn’infrastruttura quasi invisibile \n\n\n\nOgni associazione\, piccola o grande\, poggia su un’infrastruttura ordinaria e quasi invisibile: il conto su cui arrivano i contributi e da cui escono gli stipendi\, gli archivi e le piattaforme gestionali che custodiscono documenti\, contratti e memoria\, i canali di comunicazione\, le assicurazioni\, i pagamenti. Questi servizi sono nelle mani di pochi intermediari\, spesso insostituibili nel breve periodo e a loro volta esposti a pressioni politiche imprevedibili. L’architettura che ne risulta è cresciuta attorno a pochi nodi\, senza che nessuno l’abbia progettata così: ciascuna dipendenza è un punto critico senza alternativa\, e le dipendenze si sommano. Quando un nodo cede\, l’associazione si ferma\, anche se nessuna misura era rivolta contro di lei.\nDalla Corte Penale Internazionale al bonifico ordinario\nAll’estremo più visibile ci sono le sanzioni adottate con lo stesso ordine esecutivo contro giudici e procuratori della Corte Penale Internazionale e contro tre organizzazioni palestinesi per i diritti umani che collaborano con la Corte\, Al-Haq\, Al Mezan e il Palestinian Centre for Human Rights: misure contrarie al diritto italiano ed europeo\, che producono comunque effetti anche in Europa\, perché banche\, circuiti di pagamento e servizi digitali dipendono da nodi che si trovano altrove.\nA fine agosto lo stesso strumento ha raggiunto un piccolo collettivo italiano di volontari\, che dal 2001 offriva gratuitamente posta elettronica e siti ad associazioni e attivisti\, inserito dal governo statunitense in una lista antiterrorismo. Pochi giorni dopo la sua banca\, italiana ed etica\, ne ha sospeso il conto\, per non mettere a rischio le carte e i pagamenti internazionali di tutti i suoi clienti. Ai primi di settembre il collettivo ha chiuso tutti i suoi servizi.\nAll’altro estremo non c’è nessuna lista\, ma un sistema di compliance che risponde a criteri extralegali. Un’associazione paga un collaboratore in un paese classificato automaticamente “a rischio”: quasi ogni volta\, anche per i pagamenti ricorrenti\, la macchina segnala il bonifico\, il pagamento (e a volte il conto corrente stesso) è sospeso\, l’ufficio compliance della banca deve telefonare per chiedere il contratto con il donatore\, la fattura o la busta paga\, e deve sbloccarlo manualmente. Se succede tre volte alla settimana\, la banca chiude il conto per un semplice calcolo di costi e benefici\, pur sapendo che è tutto regolare. E chi teme di perdere il conto comincia a scegliere progetti\, partner e parole pensando alla banca: così nascono autocensura e ricattabilità. \n\n\n\nPolitiche organizzative e risposte politiche\nIl 16 ottobre ne discuteremo su due piani. Il primo riguarda le organizzazioni: quali scelte di governance\, quali ridondanze e quali misure di emergenza permettono di garantire continuità operativa\, senza costruire soluzioni così rigide da spingere chi lavora verso scorciatoie informali che aprono rischi nuovi. Il secondo riguarda la politica: quali risposte per una sovranità finanziaria e digitale europea\, a partire dall’aggiornamento del regolamento di blocco\, lo strumento con cui l’Unione tutela chi opera sul suo territorio dagli effetti extraterritoriali delle misure di paesi terzi. \nCome lavoreremo\nL’incontro è pubblico e aperto alla cittadinanza. Il formato è quello di un tavolo di lavoro: brevi interventi di inquadramento e molto spazio per l’esperienza concreta di chi gestisce le associazioni e di chi ne manda avanti il lavoro quotidiano. Al dibattito sono invitate le organizzazioni della società civile di ogni dimensione\, locali e nazionali\, e gli esperti del settore. Si potrà intervenire in italiano o in inglese\, con sottotitoli tradotti in tempo reale.
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LOCATION:EMERGENCY Venezia\, Giudecca 212\, Fondamenta San Giacomo\, Venezia
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