5 Feb 2013 - NPWJ News Digest on FGM & women's rights

NPWJ in the news

Mutilazioni genitali femminili in calo tra le nuove generazioni. Ma ancora sono a rischio 30 milioni di bambine
Il Sole 24 Ore, 06 Feb 2013

La lotta alle mutilazioni genitali femminili comincia a dare i primi frutti. Il numero delle vittime diminuisce e le nuove generazioni sembrano meno vulnerabili: secondo i nuovi dati forniti oggi dalle Nazioni Unite, in occasione della Giornata mondiale della "tolleranza zero" sulle Mgf, nei 29 Paesi dell'Africa e del Medio Oriente dove la pratica è più diffusa il 36% delle ragazze tra i 15 e i 19 anni ha subito la mutilazione contro il 53% delle donne tra i 45 e i 49 anni. In alcuni Paesi il calo è stato significativo: in Kenya, ad esempio, tra le ragazze la probabilità di aver subito la mutilazione è tre volte più bassa rispetto alle quarantenni.
Un passo cruciale è stata l'adozione unanime, lo scorso dicembre, della risoluzione dell'Assemblea Generale dell'Onu con la quale gli Stati membri sono stati invitati ad intensificare gli impegni verso la completa eliminazione delle Mgf.
Le iniziative in Italia. Anche il nostro Paese ha fatto e continua a fare la sua parte per la messa al bando delle mutilazioni genitali femminili. Ieri e l'altroieri si è tenuta a Roma la Conferenza internazionale "Worldwide Ban on Female Genital Mutilation", promossa dal Partito radicale trasnazionale e da "Non c'è pace senza giustizia" con il sostegno del ministero degli Esteri e dell'Eni. L'evento, ospitato dal Senato per la sessione inaugurale e dalla Farnesina per le conclusioni, ha visto la partecipazione di rappresentanti del Governo italiano e degli stati africani, ambasciatori e membri di organizzazioni internazionali. E ha promesso la "tolleranza zero" entro il 2015.
Alla conferenza ha partecipato anche il premier Mario Monti, intervenuto per esprimere l'interesse «altissimo» del Governo italiano al problema: un'aggressione «irreparabile e irreversibile» dei diritti umani. «Questa è un'occasione di celebrazione» per la risoluzione approvata e per la Giornata internazionale, ma anche di rilancio, coordinamento e definizione di nuove iniziative perché la risoluzione Onu sia riconosciuta e applicata», ha spiegato, aprendo i lavori a Palazzo Giustiniani, il vicepresidente del Senato, Emma Bonino, da sempre in prima linea contro le Mgf.

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Mutilazioni genitali: Khattab, Italia un esempio per l'Europa
ANSAMED, 06 Feb 2013

Quella che si è appena conclusa alla Farnesina è stata una conferenza importante, perché punta sui risultati concreti confermando l'impegno dell'Italia nella lotta contro le mutilazioni genitali femminili (Mgf) facendone "un esempio per l'Europa". Così Mouchira Khattab - già ministra della Famiglia con Hosni Mubarak e nota per le sue battaglie contro le Mgf - commenta i risultati della due giorni che si è conclusa ieri al Ministero degli Esteri, promossa dall'ong "Non c'é Pace senza Giustizia", cui lei stessa ha partecipato.
Pochi giorni fa è stata registrata una significativa vittoria contro questa pratica in Egitto: una sentenza della Corte suprema ha confermato quanto previsto da una legge del 2008, cioé che si tratta di un reato. La sentenza della Corte, sottolinea Mouchira Khattab, "é uno sviluppo molto positivo per l'Egitto, considerato quanto sta accadendo nel Paese". Un riferimento a quello che la stessa ex ministra - ora attiva fra l'altro al Woodrow Wilson Center for Scholars di Washington - ha definito un "passo indietro" nell'Egitto post-rivoluzionario rispetto ai traguardi raggiunti con il programma da lei diretto: una capillare azione sociale e culturale, ricorda, che puntava a coinvolgere dal basso le comunità rurali per convincerle che le Mgf non avevano nulla a che fare con la religione, ma solo con la tradizione. La Corte, respingendo un ricorso di alcuni legali islamisti nel 2008 contro un precedente atto del ministero della Salute, ha infatti confermato che "le Mgf sono un crimine", sottolinea. Quanto alla Conferenza a Roma, Mouchira Khattab ha anche ringraziato il governo italiano, come la vicepresidente del Senato Emma Bonino, per il loro impegno nella lotta contro le Mgf, definendolo "un esempio per gli altri Paesi europei".

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Mutilazioni genitali: il mondo si mobilita
Corriere Canadese, 06 Feb 2013

ROMA – Dare nuovo slancio alla lotta contro le mutilazioni genitali femminili, per metterle al bando in tutto il mondo il prima possibile. È l’obiettivo che l’Italia si è posta promuovendo alla Farnesina una due giorni di confronto fra 70 Paesi sulle politiche di contrasto ad una pratica di cui sono vittime 140 milioni di bambine, soprattutto in Africa ma che colpisce anche l’Europa e l’Italia. All’evento, organizzato dalla ong “Non c’è pace senza giustizia”, hanno partecipato delegati da tanti Paesi africani, attivisti ed esponenti dalla società civile e si è aperto con un minuto di silenzio proposto dal sottosegretario agli Esteri Marta Dassù “contro le vittime di questa violenza”.
«Si è partiti dall’importante successo ottenuto lo scorso dicembre all’Onu, che ha adottato una risoluzione – co-sponsorizzata dall’Italia – per mettere al bando le mutilazioni genitali. Adesso, si tratta di dare completa attuazione a questo documento, per vincere una battaglia che va avanti da 28 anni», ha ricordato il ministro degli Esteri Giulio Terzi, avvertendo: «Non devono passarne altri 28 per estirpare questa pratica dalla faccia della terra».
Dal ministro del Lavoro Elsa Fornero alla first lady del Burkina Faso Chantal Compaoré, dal sottosegretario Dassù alla vicepresidente del Senato Emma Bonino, l’appello è stato unanime: continuare a mantenere alto l’impegno a livello internazionale su questo fronte. La Fornero, in particolare, ha auspicato «nuovi percorsi che possano accompagnare le donne e le famiglie anche in Italia».

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Mutilazioni genitali: Italia come esempio, in Egitto diventa reato
Oggi Notizie, 06 Feb 2013

Roma - Qualcosa per cui l'Italia si distingue in positivo c'è: l'impegno nel combattere una pratica violenta e arcaica come le mutilazioni genitali femminili nel mondo. 
Si è concluso ieri presso la Farnesina l'incontro "Non c'è Pace senza Giustizia", alla presenza di Mouchira Khattab, ministro della famiglia famosa per le sue lotte contro la mutilazione genitale, che ringrazia il nostro governo per l'impegno dimostrato nella battaglia, definendo il Paese un vero e proprio esempio per il resto dell'Europa. 
Questo avviene in concomitanza con un importante passo avanti in Egitto verso questa barbara pratica: una sentenza conferma e sostiene che la mutilazione è un reato, un crimine da punire che, come afferma la stessa Khattab, non ha nulla a che fare con la religione, ma piuttosto con le tradizioni ormai sorpassate.

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Conferenza Internazionale sul bando delle mutilazioni genitali femminili
La Stampa, 06 Feb 2013

Dal 3 al 5 Febbraio si è svolta a Roma una Conferenza Internazionale a cui ha partecipato la Presidente , Simone Ovart, concernente la Risoluzione ONU N°67/146 (2012) relativa al bando delle mutilazioni genitali femminili. La Conferenza e il conseguente dibattito hanno avuto esponenti di assoluta rilevanza sia dal punto di vista politico nazionale sia internazionale: come il Presidente del Consiglio, Mario Monti, il Presidente del Senato On. Renato Schifani, l'On. Emma Bonino, Vice Presidente del Senato e fondatrice di Non C'è Pace Senza Giustizia, i Ministri reggenti differenti Dicasteri provenienti da Francia, Niger, Benin, Costa D'Avorio, Mali, Uganda, Ghana, Mauritania, Gambia, Burkina Faso, Gibuti e Togo, nonché l'ambasciatore ed osservatore permanente dell'Unione Africana presso le Nazioni Unite Antonio Téte. L'evento si è configurato, non solo come un'occasione per celebrare l'adozione da parte dell'ONU della Risoluzione, ma soprattutto esso è stato la sede ad hoc per decidere e valutare le prossime azioni da porsi in essere per conferire efficacia alla presa di posizione della Comunità Internazionale. Un punto di assoluta rilevanza della Risoluzione è l'Articolo 4, il quale esorta gli Stai a condannare tutte quelle pratiche nocive per le donne e le bambine, in particolare le mutilazioni genitali femminili (...) Dall'Articolo è possibile dedurre che l'attenzione della Comunità Internazionale non solo ha posto una pietra miliare circa la lotta alla pratica della mutilazione ma, altresì, si pongono le basi solide e concrete per la lotta a tutte quelle pratiche che risultano nocive alle donne e pertanto lesive del fisico e dell'anima delle stesse. La Risoluzione porta con sé una visione multi dimensionale e attenta alla condizione della donna nel suo complesso e afferma l'interdipendenza e l'interconnessione tra una pluralità di diritti umani; lo sviluppo diviene sviluppo della persona e agli Stati spetta il compito di garantire un ambiente sociale, culturale e politico scevro dalle discriminazioni e dalle violenze, di qualsivoglia tipologia e forma.  
Oggi, 6 Febbraio, ricorre la giornata per la tolleranza zero contro le mutilazioni genitali femminili.  
Celebriamo insieme questo importante traguardo e guardiamo al nostro futuro con speranza e desiderio di cambiamento.  

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Terzi, mettere fine mutilazioni genitali
Corriere della Sera / ANSA - Roma, 05 Feb 2013

''Il nostro obiettivo e' il bando definitivo di questa pratica disumana nel piu' breve tempo possibile'', e anche se ci sono degli ''ostacoli'' i risultati finora sono stati ''incoraggianti''. Lo ha sottolineato il ministro degli Esteri Giulio Terzi chiudendo i lavori di un evento alla Farnesina dedicato al tema delle mutilazioni genitali femminili, promosso dall'ong 'Non c'e' pace senza giustizia'. Nel mondo ancora 140 milioni di bambine ne sono vittima.

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Infibulazione, Terzi: obiettivo è bando definitivo di questa pratica
Il Velino / AGV News, 05 Feb 2013

“Il nostro obiettivo è il bando definitivo della pratica nel più breve tempo possibile”. Lo ha detto il ministro degli Esteri, Giulio Terzi, nel suo intervento in occasione dell’evento di alto livello sulla messa al bando globale delle mutilazioni genitali femminili che si è tenuto alla Farnesina. Presenti, tra gli altri, il ministro del Lavoro Elsa Fornero e il sottosegretario agli Esteri, Marta Dassù, ed Emma Bonino, fondatrice della Ong “Non c’è pace senza giustizia”. “La strada – spiega Terzi – è irta di ostacoli. Ma i risultati finora sono stati incoraggianti”. A fine 2012, ricorda infatti il ministro, “ben 9.775 comunità di 15 paesi hanno pubblicamente dichiarato l’abbandono delle mutilazioni genitali femminili. Solo nel 2012 sono stati emessi 32 editti da parte di autorità religiose contro questa pratica”.
L’Italia, ricorda il titolare della Farnesina, “ha contribuito a formulare politiche di settore, a rafforzare le competenze, a una maggiore conoscenza dei danni permanenti causati da tale pratica”. Per Terzi, quindi, è ora “necessario non disperdere il capitale di credibilità accumulato, le alleanze concluse e le esperienze maturate nel tempo. Il rinnovato impegno finanziario italiano al programma congiunto Unfpa-Unicef è la tangibile dimostrazione che il contrasto” a questo fenomeno “continua a essere centrale per la diplomazia dei diritti”. Prevenire il fenomeno a livello globale, ha concluso il ministro degli Esteri, “non è solo un imperativo morale, ma è anche il modo più efficace per evitare che si diffonda nel territorio nazionale”. Il fenomeno infatti “colpisce anche l’Europa. Continuano a esserne vittime tantissime donne e bambini immigrate nel nostro paese”. L’Italia “ha da tempo compreso il loro dramma e ha adottato una severa legislazione”.

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Conferenza su mutilazioni genitali femminili
Agenzia Nova, 05 Feb 2013

Roma, 5 feb 2013 - (Agenzia Nova) - Si è concluso oggi l'evento di Alto livello, dal titolo "Tolleranza Zero. Conferenza BanFgm", organizzato dall'associazione "Non c'è pace senza giustizia" con il supporto della Direzione generale della Cooperazione allo sviluppo (Dgcs), a ridosso della giornata internazionale di Tolleranza Zero alla pratica delle mutilazioni genitali femminili, prevista per domani. La due giorni di lavori è stata inaugurata ieri al Senato dal presidente del Consiglio, Mario Monti, e dal presidente del Senato, Renato Schifani, per concludersi oggi alla Farnesina con gli interventi del ministro degli Esteri, Giulio Terzi, del ministro del Lavoro e delle Pari Opportunità, Elsa Fornero, del primo ministro del Burkina Faso, Chantal Compaoré, del sottosegretario agli Affari Esteri Marta Dassù e del direttore generale della Cooperazione italiana allo sviluppo (Dgcs), Giampaolo Cantini. Presenti anche i ministri di diversi paesi africani. Moderatrice dell'incontro è stata il vicepresidente del Senato e fondatrice dell'associazione "Non c'è pace senza giustizia" (che ha organizzato la conferenza), Emma Bonino.

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Mutilazioni genitali: da Roma appello 70 paesi
ANSA - Roma, 05 Feb 2013

Dare nuovo slancio alla lotta contro le mutilazioni genitali femminili, per metterle al bando in tutto il mondo il prima possibile. E' l'obiettivo che l'Italia si è posta promuovendo alla Farnesina una due giorni di confronto fra 70 paesi sulle politiche di contrasto ad una pratica di cui sono vittime 140 milioni di bambine, soprattutto in Africa ma che colpisce anche l'Europa e l'Italia. All'evento, organizzato dalla ong 'Non c'é pace senza giustizià, hanno partecipato delegati da tanti paesi africani, attivisti ed esponenti dalla società civile e si è aperto con un minuto di silenzio proposto dal sottosegretario agli Esteri Marta Dassù "contro le vittime di questa violenza".
Si è partiti dall'importante successo ottenuto lo scorso dicembre all'Onu, che ha adottato una risoluzione - co-sponsorizzata dall'Italia - per mettere al bando le mutilazioni genitali. Adesso, si tratta di dare completa attuazione a questo documento, per vincere una battaglia che va avanti da 28 anni, ha ricordato il ministro degli Esteri Giulio Terzi, avvertendo: "non devono passarne altri 28 per estirpare questa pratica dalla faccia della terra". Dal ministro del Lavoro Elsa Fornero alla first lady del Burkina Faso Chantal Compaoré, dal sottosegretario Dassù alla vicepresidente del Senato Emma Bonino, l'appello è stato unanime: continuare a mantenere alto l'impegno a livello internazionale su questo fronte. La Fornero, in particolare, ha auspicato "nuovi percorsi che possano accompagnare le donne e le famiglie, anche in Italia, verso l'abbandono di queste pratiche attraverso un sostegno attivo, sia diretto, con il ricorso a servizi competenti, sia indiretto, con la circolazione di informazioni e con l'attività di sensibilizzazione".
 

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Mutilazioni genitali femminili, l’Italia: “Dopo risoluzione Onu tolleranza zero”
Il Fatto Quotidiano, 04 Feb 2013

Tolleranza zero sulle mutilazioni genitali femminili: dopo la risoluzione dell’Assemblea generale dell’Onu sulla messa al bando universale di questa pratica, a Roma si definiscono i passi per tradurre in concreto il divieto. Gli attori che sono stati in prima linea nella battaglia, sono riuniti – prima al Senato, poi al ministero degli Esteri – per dare efficacia e concretezza all’appello della comunità internazionale“Ban Fgm -sì al diritto, no all’impunità”, la conferenza internazionale organizzata dal partito radicale  e “Non c’è pace senza giustizia”, mette a confronto rappresentanti di Stati africani, ambasciatori e attivisti del diritti dell’uomo: obiettivo arrivare, entro il 2015, alla ‘tolleranza zero’ di una pratica che ha menomato fino a 140 milioni di donne e bambine in tutto il mondo e mette ogni anno a rischio 3 milioni di potenziali vittime.
Le mutilazioni genitali femminili comportano l’escissione (l’asportazione parziale o totale) degli organi genitali femminili esterni della donna. Un’aggressione dei diritti umani, un abuso – come ha detto il presidente del Consiglio Mario Monti, intervenuto per esprimere l’interesse “altissimo” del governo italiano al problema – irreparabile e irreversibile”. 
“Questa è un’occasione di celebrazione” (la risoluzione è stata approvata il 20 dicembre 2012 e mercoledì 6 febbraio si celebrerà la Giornata Internazionale contro le mutilazioni), ma anche di rilancio, coordinamento e definizione di nuove iniziative perché la risoluzione Onu sia riconosciuta e applicata”, ha spiegato, aprendo i lavori a Palazzo Giustiniani, il vicepresidente del Senato, Emma Bonino. “Oggi è un punto di partenza, dobbiamo tradurre in pratica la risoluzione Onu”, le ha fatto eco Antonio Tete, osservatore permanente dell’Unione Africana all’Onu. L’obiettivo della conferenza, ha sintetizzato il segretario di ‘Non c’è pace senza Giustizia’, Niccolò Figà-Talamanca è la riflessione su temi riguardanti l’adozione di leggi nazionali (gli elementi da inserire in leggi efficaci), ma anche la prevenzione, l’educazione, la dissuasione, la protezione, il perseguimento dei responsabili e l’assistenza alle vittime; e poi, la riflessione sui piani e le strategia nazionali successive all’adozione di leggi e su come assicurare, nel contesto delle migrazioni, il coordinamento tra Paesi limitrofi, considerata la dimensione transfrontaliera del fenomeno.
 
 

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Monti contro Italia delle veline: Basta prigionia immagine donne
TMNews, 04 Feb 2013

 
"Il nostro impegno per la nuova legislatura è quello a fianco di chi si batte per porre fine ad ogni forma di violenza sulle donne e considera la tutela del della loro dignità di persone e la loro valorizzazione non solo un dovere sociale ma un fattore indispensabile per il rilancio dello sviluppo nel nostro Paese. Vogliamo un'Italia che estirpi ogni forma di violenza e sfruttamento sul femmininale. E che rispetti e attui in pieno il principio di uguaglianza costituzionalmente garantita ma purtroppo spesso ancora ignorata. Un principio costituzionale di uguaglianza che comporta anche il dovere del rispetto dell'immagine della donna, oggi ancora troppo spesso sfrutatta e abusata anche nel nostro Paese. Con immagini di donne solo e sempre belle e giovani a qualunque costo, in una vera prigionia dell' effimero...".
Il premier Mario Monti è intervenuto oggi nella prima delle due giornate della Conferenza internazionale per la messa al bando delle mutilazioni genitali femmininili, in corso a palazzo Giustiniani, posando con tutte le donne africane convocate a Roma da Emma Bonino e 'Non c'è pace senza giustizia', per dare attuazione in tutti gli Stati del mondo alla moratoria approvata a dicembre dall'assemblea delle Nazioni Unite. E Monti, nell'assicurare il suo impegno personale e istituzionale, per la concreta attuazione in Italia, si è prodotto in una sorta di 'je accuse' dell'Italia di veline e giovani in carriera grazie al loro look ed apparenza, di berlusconiana memoria.
 

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Mutilazioni genitali: Roma promuove tolleranza zero entro 2015
(AGI) - Roma, 04 Feb 2013

Tolleranza zero sulle mutilazioni genitali femminili: dopo la risoluzione dell'Assemblea generale dell'Onu sulla messa al bando universale di questa pratica, a Roma si definiscono i passi per tradurre in concreto il divieto. Gli attori che sono stati in prima linea nella battaglia, sono riuniti - ospiti oggi del Senato, domani del ministero degli Esteri- per dare efficacia e concretezza all'appello della comunita' internazionale. "Ban FGM -Si' al diritto, no all'impunita'", la conferenza internazionale organizzata dal Partito Radicale Transnazionale e 'Non c'e' pace senza giustizia' con il sostegno dell'Eni, mette a confronto rappresentanti di Stati africani, ambasciatori e attivisti del diritti dell'uomo: obiettivo arrivare, entro il 2015, alla 'tolleranza zero' di una pratica che ha menomato fino a 140 milioni di donne e bambine in tutto il mondo e mette ogni anno a rischio 3 milioni di potenziali vittime. Le mutilazioni genitali femminili (MGF, FGM nell'acronimo in inglese) comportano l'escissione (l'asportazione parziale o totale) degli organi genitali femminili esterni della donna.
Un'aggressione dei diritti umani, un abuso - come ha detto il premier Mario Monti, intervenuto per esprimere l'interesse "altissimo" del governo italiano al problema- irreparabile e irreversibile". Le MGF comportano complicazioni sanitarie a breve e lungo termine gravissime: infezioni, emorragie (con shock settici e persino, a volte, la morte), stenosi vaginale, problemi di infertilita' ma anche complicazioni post partum (perche' la minore elasticita' nella zona perineale aumenta la mortalita' perinatale e della stessa puerpera: su 1000 donne che partoriscono, da 10 a 20 muoiono in conseguenza delle MGF).
Ora si vuole sradicare un flagello cosi' disumano e arrivare all'eliminazione di questa pratica inutile, dolorosa e pericolosa. "Questa e' un'occasione di celebrazione" (la risoluzione e' stata approvata il 20 dicembre 2012 e mercoledi' il 6 febbraio, si celebrera' la Giornata Internazionale contro le MGF), ma anche di rilancio, coordinamento e definizione di nuove iniziative perche' la risoluzione Onu sia riconosciuta e applicata", ha spiegato, aprendo i lavori a Palazzo Giustiniani, il vicepresidente del Senato, Emma Bonino. "Oggi e' un punto di partenza, dobbiamo tradurre in pratica la risoluzione Onu", le ha fatto eco Antonio Tete, osservatore permanente dell'Unione Africana all'Onu. L'obiettivo della conferenza, ha sintetizzato il segretario di 'Non c'e' pace senza Giustizia', Niccolo' Figa'-Talamanca e' la riflessione su temi riguardanti l'adozione di leggi nazionali (gli elementi da inserire in leggi efficaci), ma anche la prevenzione, l'educazione, la dissuasione, la protezione, il perseguimento dei responsabili e l'assistenza alle vittime; e poi, la riflessione sui piani e le strategia nazionali successive all'adozione di leggi e su come assicurare, nel contesto delle migrazioni, il coordinamento tra Paesi limitrofi, considerata la dimensione transfrontaliera del fenomeno.

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Senato: conferenza internazionale su mutilazioni genitali femminili
ASCA – Roma, 01 Feb 2013

Lunedi' 4 febbraio la Sala Zuccari di Palazzo Giustiniani ospitera' la sessione inaugurale della conferenza internazionale sul bando mondiale delle mutilazioni genitali femminili (MGF), organizzata dalla vicepresidente del Senato Emma Bonino e dall'Associazione ''Non c'e' Pace senza Giustizia'', con il sostegno del Ministero degli Esteri e dell'ENI. I lavori avranno inizio alle ore 9 e si concluderanno alle ore 17. Sono previsti gli interventi del Presidente del Senato Renato Schifani (alle ore 16,30), del Presidente del Consiglio Mario Monti, della First Lady di Guinea, di numerosi Ministri di Paesi africani e rappresentanti di organizzazioni internazionali. L'appuntamento e' stato organizzato alla vigilia del 6 febbraio, Giornata Mondiale della Tolleranza Zero contro le mutilazioni genitali femminili, e a poche settimane di distanza dall'approvazione, il 20 dicembre 2012, da parte dell'Assemblea Generale delle Nazioni Unite, della Risoluzione per la messa al bando universale delle MGF.

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Mutilazioni femminili: 4-5 febbraio conferenza su messa al bando
AGI - Roma, 30 Jan 2013

 
Si terra' a Roma, il 4 e 5 febbraio, la Conferenza internazionale sulla messa al bando universale delle Mutilazioni Genitali Femminili. Per assicurare che la Risoluzione Onu per la messa al bando delle MGF non rimanga una mera dichiarazione di principio ma che venga applicata e rispettata ovunque, Non c'e' Pace senza Giustizia, con il sostegno del Ministero degli Esteri e dell'Eni, ha organizzato una riunione ad alto livello, ospitata dal Senato della Repubblica per la sessione inaugurale e dalla Farnesina per le conclusioni. Alla conferenza prenderanno parte, oltre a rappresentanti di governo italiani di primo piano come il ministro degli Esteri Giulio Terzi di Sant'Agata ed il ministro del Lavoro, Elsa Fornero, anche le First Ladies del Burkina Faso e della Guinea, nonche' ministri, diplomatici e attiviste provenienti da 18 paesi africani. I lavori saranno aperti presso la Sala Zuccari del Senato, lunedi' 4 febbraio, dal presidente del Senato, Renato Schifani, e dal presidente del Consiglio, Mario Monti.
L'evento sara' un'occasione per celebrare la Risoluzione alla vigilia del 6 febbraio, Giornata Mondiale della Tolleranza Zero contro le MGF, e per discutere come meglio istituire le leggi nazionali e di come promuovere la cooperazione a livello regionale ed internazionale affinche' le donne e le bambine di domani siano libere dalla minaccia delle MGF.
In previsione dell'incontro, il Ministro Terzi ha ricordato come "l'Italia abbia sostenuto con forte determinazione l'impegno della comunita' internazionale per l'eliminazione di una pratica atroce, profondamente lesiva della dignita' della donna, e che ha co-patrocinato la Risoluzione approvata a New York, coordinando l'azione dei Paesi europei. E' una battaglia che va condotta sino in fondo, ed e' fondamentale che non vengano mai a mancare il sostegno ed il pieno coinvolgimento della societa' civile e delle forze politiche e parlamentari". (AGI) Red/Ila (Segue) 301344 GEN 13
 

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Mutilazioni genitali: a Roma conferenza pro risoluzione ONU. 'Non c'è Pace Senza Giustizia' con Esteri e ENI. Atteso Monti
ANSA - Roma, 30 Jan 2013

 
La risoluzione Onu, adottata a dicembre, per mettere al bando le mutilazione genitali femminili non deve rimanere una dichiarazione di principio ma essere applicata e rispettata ovunque. E' per questo che anche l'Italia ha organizzato, su iniziativa di 'Non c'e' pace senza giustizia' con il sostegno della Farnesina e dell'Eni, una riunione di alto livello il 4 e 5 febbraio a Roma. Una conferenza che sara' ospitata dal Senato per la sessione inaugurale e dal Ministero degli Esteri per quella conclusiva, cui e' attesa la partecipazione, tra gli altri, anche del premier Mario Monti e del presidente di Palazzo Madama, Renato Schifani. Oltre al ministro degli Esteri Giulio Terzi e quello del Lavoro, Elsa Fornero, e le First Ladies del Burkina Faso e della Guinea.
L'Italia ha sempre sostenuto 'con forte determinazione l'impegno della comunità internazionale per l'eliminazione di una pratica atroce, profondamente lesiva della dignità della donna, e ha co-patrocinato - ricorda Terzi in una nota - la Risoluzione approvata a New York, coordinando l'azione dei Paesi europei: e' una battaglia che va condotta sino in fondo, ed è fondamentale che non vengano mai a mancare il sostegno ed il pieno coinvolgimento della società civile e delle forze politiche e parlamentari'.
'La Risoluzione - spiega da parte sua Emma Bonino, vicepresidente del Senato e fondatrice di 'Non c'e' pace senza giustizia' - e' una tappa fondamentale perch‚ porta la questione sul piano dei diritti della persona in un contesto giuridico internazionale. Ora si tratta di fare in modo che diventi anche un utile strumento di lotta alle mutilazioni genitali femminili e trovi quindi concreta applicazione da parte degli Stati, a partire da quelli dove questo fenomeno è praticato' All'appuntamento del 4 e 5 febbraio sono attesi diplomatici e attiviste provenienti da 18 paesi africani.
 

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Justice Egypt: Court strikes down challenge to FGM criminalization
by AfriqueJet Actualité Afrique, 05 Feb 2013

Female genital mutilation (FGM) - Egypt's Constitutional Court decided on Sunday to strike down a legal challenge against article 242 of the criminal code that criminalizes female genital mutilation (FGM). A fundamentalist cleric, shiekh Youssef el-Badri, had appealed against the said article, challenging its constitutionality.
Human rights lawyer and head of the center for Egyptian economic and social rights Khaled Ali told Aswat Masriya on Sunday that he came forward to the court to insist upon keeping the law that forbids the act.
The plaintiff had challenged a decision of 2007 by the health minister that forbids surgical operations that include cutting of women's reproductive systems whether at governmental hospitals or private ones.
The court said that FGM would only be allowed in cases of a "medical necessity" and a certificate would have to be produced in such cases from the gynecological department of a hospital.
Egypt's Azhar - most prestigious Islamic body - had more than once condemned the act, describing it as a crime against women.

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Commissioner defends EU laws on tackling gender violence
By BBC, 04 Feb 2013

The chair of the European Parliament's Women's Rights Committee, Mikael Gustafsson, has warned that women and girls suffer from violence from men "throughout their lives".
Opening a debate on 4 February 2013 ahead of the forthcoming meeting of the UN Commission on the Status of Women, that takes place in New York in March, Mr Gustafsson said the threat of violence - even if there was no actual violence - is still a form of violence.
He cited the fact that the fear of violence meant that women habitually avoided public transport at night or travelled in groups.
"Gender violence restricts the ability of women to move around and underscores the patriarchal status of our society where men lead and women follow," he claimed.
Responding to the debate, Justice Commissioner Viviane Reding said that one in five women have suffered physical violence at least once in their life.
She said the EU would use the forthcoming UN meeting to promote measures already being taken to eliminate gender violence.

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New US law criminalises sending girls abroad for FGM
by Trust Law, 31 Jan 2013

NEW YORK (TrustLaw) – Activists trying to end female genital mutilation hope a new U.S. federal law threatening imprisonment for anyone who sends girls abroad for the brutal procedure will deter those who previously did so with impunity.
Passed by the U.S. Congress on Dec. 21, 2012, the “Transport for Female Genital Mutilation” law, an amendment (1088) to the National Defense Authorization Act, imposes a fine and a prison sentence of up to five years on those found guilty of sending girls under the age of 18 out of the country for the purpose of FGM.
The new law, passed one day after adoption of a United Nations resolution calling for a global ban on FGM, adds weight to the international drive to end the practice. It has been illegal to perform FGM in the United States since 1996. The new law closes a legal loophole by criminalising “vacation cutting,” so called because girls are often sent to their ancestral homelands during school holidays to undergo FGM.

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2,000 young girls in London 'could be at risk of FGM'
by FIGO, 30 Jan 2013

Almost 2,000 young women in London could be at risk of female genital mutilation (FGM), according to a new report.
An Islington Council report revealed that 1,800 girls under the age of 18 are in danger, with 1,300 of these being categorised as high risk, while the local Whittington Hospital in Magdala Avenue has reported 727 referrals associated with FGM between 2004 and 2009 - with the number of incidents rising annually.
Councillor Paul Convery, the local authority's executive member for community safety, told the Islington Gazette that FGM is carried out in the area, but a "fog of mystery surrounds it".
"FGM is a crime. We have no hesitation in saying that. It is a child abuse crime and a horrible act of violence against young women," he added.

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