Giornata Internazionale della Donna: NPSG saluta le donne che lottano per il riconoscimento dei diritti umani in tutto il mondo

8 Mar, 2016 | Comunicati Stampa

Bruxelles – Roma, 8 Marzo 2016

Dichiarazione di Alvilda Jablonko, Direttrice del Programma Genere e Diritti Umani:
“Oggi il mondo osserva la Giornata Internazionale della Donna, celebrando i successi delle donne nel corso della storia e in tutto il mondo. Questo giorno è anche un appropriata occasione per ricordare i molti divari che impediscono, spesso in maniera crudele e brutale, il processo verso la protezione e il pieno riconoscimento dei diritti delle donne come diritti umani universali.

“In tempi di guerra, le donne, così come i bambini sono coloro che devono sopportare gli abusi peggiori e le maggiori violazioni dei diritti umani, come drammaticamente dimostrato dal conflitto che sta devastando la Siria. Fin dal suo inizio, le donne e i bambini siriani sono stati un bersaglio primario di differenti forme di violenze, dallo stupro ed altre forme di violenza basata sul genere, allo sfollamento forzato, alla fame e all’isolamento delle aree urbane, perpetrate con sempre maggiore frequenza e brutalità in un quasi completo clima di impunità.

“Dopo cinque anni di fallimenti da parte della comunità internazionale di mettere fine al conflitto siriano, noi rinnoviamo il nostro appello a tutti gli stati e a tutte le organizzazioni regionali e internazionali affinché dimostrino il loro impegno nel tutelare i diritti umani e in particolare i diritti delle donne rompendo il ciclo di impunità che sta devastando il paese. Ristabilire l’accountability, ovvero un processo politico e giuridico di ricerca delle responsabilità per i crimini che sono stati commessi e garantire la partecipazione di coloro che per prime ne sono vittime, deve diventare la colonna portante di ogni sforzo internazionale in Siria per fermare il bagno di sangue e per fare giustizia per il popolo siriano.

“In questa Giornata Internazionale della Donna, Non C’è Pace Senza Giustizia (NPSG) e il Partito Radicale Non Violento Transnazionale e Transpartito, insieme con i nostri partner siriani, riaffermiamo il nostro impegno nel supportare le coraggiose donne siriane che, nonostante siano esposte ad impronunciabili orrori e violenze, si impegnano a svolgere un importante ruolo nella richiesta non violente di una Siria libera, inclusiva e democratica. È di una importanza cruciale che coloro che hanno più sofferto fin dal Marzo del 2011 vengano ascoltati e che la prospettiva e le richieste delle donne siriane, riconosciute come elementi fondamentali per il futuro della Siria. Esse dovranno affrontare ulteriori repressioni, saranno messe a tacere e ancora una volta segregate dalle dinamiche della guerra.

“Se le donne sono sproporzionalmente colpite dai disastri umanitari e dalle violazioni dei diritti umani generate dalle dinamiche della Guerra, noi dobbiamo ricordare a noi stessi che anche in tempo di pace i diritti fondamentali delle donne sono minacciati e violati, come dimostrano le milioni di ragazze che nel mondo sono soggette alla mutilazione genitale femminile. L’Assemblea Generale delle Nazioni Unite (AGNU) aveva preso una prima forte posizione su questa tematica il 20 Dicembre del 2012 adottando la Risoluzione 67/146 chiedendo la messa al bando universale di questa estrema forma di discriminazione e violenza. La risoluzione è stata promossa dalla Campagna che proibisce la MGF, da una coalizione di ONG Africane ed Europee creata grazie all’iniziativa di NPSG. Nel dicembre 2014, la Risoluzione 69/150 della Assemblea Generale delle Nazioni Unite ha rinnovato questo impegno, con un crescente numero di paesi sponsorizzanti ed un linguaggio rafforzato.

“Come richiesto da queste innovative risoluzioni, NPSG e PRNTT hanno costantemente sottolineato che l’adozione e l’applicazione di una esplicita ed efficace legislazione, sostenuta dalla previsione di sanzioni, che vieti ogni forma di MGF è un fattore fondamentale e cruciale per combattere con successo questo tipo di violenza basata sul genere, proteggere le vittime e porre fine all’impunità. Adesso è fondamentale assicurare che tale impegno politico espresso al più alto livello si trasformi in un’azione concreta, efficiente e coordinata da tutti gli Stati in cui è praticata la MGF.

“In tale prospettiva stiamo organizzando, insieme al Ministero senegalese della Donna, della Famiglia e dell’Infanzia e con il partenariato del Comitato inter-Africano sulle Pratiche Tradizionali che colpiscono la Salute di donne e bambini (IAC) e ONG locali, una Consultazione Ministeriale Sub-regionale il 26-27 Aprile a Dakar, in Senegal. Questo evento di alto livello riunirà Ministri e rappresentanti di organizzazioni internazionali come anche attivisti della società civile e gruppi per i diritti delle donne provenienti dai Paesi ECOWAS e Mauritania. Lo scopo è quello di stimolare l’impegno politico ad adottare ed applicare una legislazione che vieti inequivocabilmente la MGF in quanto reato, oltre a fornire una forte e chiara legittimità al lavoro di difesa e di educazione degli attivisti locali anti-MGF e dei gruppi sostenitori dei diritti delle donne.

“Se le risoluzioni generali delle Nazioni Unite possono essere considerate pietre miliari nella lotta contro la MGF, esse segnano anche l’inizio di un nuovo capitolo. Spetta ora a tutti gli Stati e a tutti noi di lavorare insieme per trasformare in pratica le disposizioni a livello nazionale, regionale e globale, così che le donne e le ragazze del domani siano libere dalla minaccia della MGF”.

Per maggiori informazioni, contattare Alvilda Jablonko (ajablonko@npwj.org) oppure Nicola Giovannini (ngiovannini@npwj.org / +32 (0)2 548-3915).

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