La polizia serba ha annunciato di offrire una taglia di un milione di euro per la cattura dell’ex generale Ratko Mladic, comandante delle milizie serbo-bosniache all’epoca della guerra in Bosnia e da 13 anni ricercato dal Tribunale penale internazionale per la ex Iugoslavia per genocidio e crimini contro l’umanita’ in relazione all’assedio di Sarajevo e al massacro di ottomila civili musulmani a Srebrenica, nel ’95. Insieme a Goran Hadzic, l`ex leader dei serbi in Croazia, Ratko Mladic e’ l’ultimo incriminato dal Tribunale Internazionale ancora latitante.
 
Dichiarazione di Sergio Stanzani e Gianfranco Dell’Alba, Presidente e Segretario dell’associazione radicale Non c’è Pace Senza Giustizia:

Dopo l’arresto di Radovan Karadzic avvenuto a luglio dell’anno scorso, l’annuncio fatto dalle autorità serbe conferma l’impegno di Belgrado di chiudere i conti con il passato e di adempiere ai suoi obblighi internazionali assicurando l’arresto e il trasferimento di tutti i rimanenti accusati e ricercati dal Tribunale dell’Aja.

Auspichiamo che Ratko Mladic venga a breve catturato e consegnato ai giudici del TPI e che il suo processo assieme a quello di Radovan Karadzic possano essere esemplari per i tanti criminali ancora in libertà e aprire la strada alla raccolta di nuove testimonianze importanti suscettibili di fare luce sugli ancora molti episodi accaduti in quegli anni, tra cui vi sono le sparizioni di centinaia di persone.

L’arresto di Ratko Mladic, l’esecutore materiale della vera e propria operazione di pulizia etnica concepita da Milosevic e Karadzic, segnerebbe una tappa fondamentale per la giustizia internazionale e per quelle istituzioni create per affermare il principio che non può esservi impunità per chi si è macchiato di crimini di guerra, crimini contro l’umanità e genocidio. Sarebbe anche una vittoria di Belgrado, che con il governo di Boris Tadic ha finalmente scelto con decisione la via dell’affermazione dello stato di diritto, della giustizia e della assunzione delle responsabilità di fronte alla comunità internazionale e ai suoi stessi cittadini, e il cui processo di ancoraggio all’Unione Europea non sarebbe più tenuto in ostaggio dal passato.

Per maggiori informazioni si prega di contattare: Carla Caraccio, tel: +39 06 6880 3613 – Nicola Giovannini, email: ngiovannini@npwj.org – tel: + 32 2 548 39 14.